Basket a Zafferana? Un’impresa

PEO-23.  A settembre, da comunicato ufficiale, il Basket Club Zafferana avrebbe dovuto le gare del campionato di Promozione nella palestra della scuola elementare “Matteo Maglia”. E invece no: la palestra della scuola non è stata omologata e dunque gli zafferanesi stanno vivendo un’altra stagione da girovaghi, come già successo in passato ma in modo molto più radicale. La società presieduta da Giuseppe Sapienza gioca così con la formazione senior al PalaCannavò di Giarre. Continua a leggere Basket a Zafferana? Un’impresa

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Handball Club ed Aetna Mascalucia. La Serie A2 è tutta da scalare

PEO-22. «Ma sai che per la finale della prossima Champions League già tutti i biglietti sono esauriti?» La domanda di Piero Pistone non è retorica, perché non parla di quella partita che si disputerà a Kiev il prossimo maggio e in cui tutti si aspettano di vedere la Juve, il Real Madrid o il Barcellona. Parla invece della finale della competizione continentale di pallamano, uno sport che in Italia ha sempre stentato a decollare, ma che in molte altre parti del mondo è super seguito. Continua a leggere Handball Club ed Aetna Mascalucia. La Serie A2 è tutta da scalare

La favola sincro di una svizzera-etnea

PEO-21. Il nuoto sincronizzato a Catania ha una certa tradizione, al fianco di tutti gli sport acquatici. Varie società se ne occupano in provincia, tra cui Syncro Med MuriAntichi, Torre del Grifo (fino allo scorso anno) e Altair Village Nuoto Fitness protagoniste agli ultimi assoluti regionali invernali ed estivi. L’età dell’oro del nuoto sincronizzato catanese però si è avuta una decina d’anni fa, quando la Catania Sincro disputava la Serie A1 e in Nazionale gareggiava la sincronetta Francesca Gangemi. Continua a leggere La favola sincro di una svizzera-etnea

Ciclismo e Libertas

PEO-20. Che il ciclismo in Sicilia sia un movimento attivo e propositivo è evidente e non c’è bisogno di grandi eventi come il Giro d’Italia per dimostrarlo. La popolarità delle due ruote aumenta di anno in anno e in tanti si stanno impegnando affinché gli amatori abbiano competizioni e occasioni per mettersi alla prova, sperando di essere da esempio per i tanti ragazzi che alla macchinetta 50 preferiscono una sana pedalata. Continua a leggere Ciclismo e Libertas

Considerazioni sullo sport femminile etneo

PEO-19. Lo sport di squadra femminile sta lottando per reagire a una crisi tanto vocazionale quanto economica. Alcune squadre femminili catanesi stanno attraversano un periodo di profondi mutamenti e bisogna dare atto che chi ci crede fa miracoli per consentire alle ragazze di proseguire nella loro passione, di poter rappresentare la città e la provincia in giro per l’Italia, in barba alle casse sempre vuote delle società, agli sponsor che appaiono e scompaiono, ai campi fatiscenti. È fiato sprecato tirare in ballo la politica regionale: la famosa Lr. 8/1978, che una volta finanziava con i contributi pubblici lo sport per tutti, è oggi è un obolo minimo. Continua a leggere Considerazioni sullo sport femminile etneo

Ettore Tortorici e “Penalty”

PEO-18. Le voci dello sport siciliano autorevoli e longeve si contano sulla punta delle dita. Una di queste è Ettore Tortorici, sulle scene da quarant’anni, poliedrico giornalista che si è diviso tra radio e tv, per trovare ormai la sua stabilità da sei anni a questa parte con “Penalty”, un format che dà spazio al calcio dilettantistico dell’Isola. È un compito ben arduo, visto il panorama amplissimo e le tante sfaccettature del pallone siciliano, con voli pindarici, avventurieri e anche gioie che cancellano le delusioni. Continua a leggere Ettore Tortorici e “Penalty”

Nuoto Catania. Adelante con juicio verso la Serie A1

PEO-17. La Nuoto Catania torna dove le compete, nella massima serie: la formazione di pallanuoto maschile etnea si è ripresa l’A1 a cinque anni dall’ultima apparizione, grazie a un progetto che va avanti giudiziosamente. Ben 11 elementi dei 13 in rosa sono catanesi, la società è ormai ben strutturata grazie alla gestione dell’impianto del PalaZurria, la piscina Francesco Scuderi, e conta su 120 elementi che garantiscono un’attività giovanile ricca e che consente di guardare al futuro con fiducia.

«Dieci degli undici catanesi vengono dal nostro settore giovanile – afferma l’allenatore Giuseppe Dato, trent’anni di militanza nella Nuoto Catania –, non avevo mai visto una situazione come quella di quest’anno. Alcune promozioni del passato erano arrivate con molti catanesi, ma provenienti anche da altre società. È un’impresa memorabile, è la promozione che ricorderò con più affetto».

Il lavoro parte da lontano, da una retrocessione clamorosa avvenuta nel 2009. «Quella squadra non doveva retrocedere – spiega Dato –: la Nuoto Catania per vent’anni ha fatto la A1 e la rosa era costruita con nove nazionali italiani e stranieri. Avevamo perso l’identità nella foga di ottenere i risultati, mancarono fortuna e gruppo. Da allora abbiamo lavorato per arrivare a una stagione così. Parlai con la buonanima di Franco Scuderi: non dovevamo ripetere gli sbagli del passato. Nel 2011-’12 abbiamo fatto l’A1 confermando il gruppo che aveva vinto l’A2 ma non eravamo pronti. Questa è stata la mia ottava stagione da coach, avevo la percezione che si potesse far bene, ma la promozione non era messa in conto».

Si sono messe insieme circostanze positive che hanno sovrastato i problemi. «La favorita del girone era Roma – ammette l’allenatore catanese –, ma dopo che ci ha battuto a inizio campionato, abbiamo conquistato otto-nove vittorie di fila, per mantenere la seconda posizione. Potevamo pagar care le assenze degli infortunati Brian Torrisi e Andrea Sparacino, ma i nostri meriti iniziano dove finiscono i demeriti degli altri: la prima dell’altro girone, molto forte, si è suicidata alla fine e così la nuova capolista è stata eliminata dall’Arechi, quarta nel nostro gruppo, facilitandoci la strada nella finale degli spareggi. Abbiamo festeggiato grazie al fattore campo a favore e un’avversaria meno temibile». Vincendo 15-11 in casa e 9-12 in trasferta, i catanesi hanno ripreso l’ascensore per la massima serie. Questi sono i ragazzi scesi in piscina a Salerno: Graziano, Catania, Maiolino, La Rosa, Sparacino, Ferlito, Torrisi, Condemi, Kacar, Privitera, Russo, Stojcic, Pellegrino.

«È un bellissimo gruppo dal punto di vista umano, con un’età media di 23 anni circa – li esalta Dato –, sostenuto da un buon pubblico. Il catanese va a vedere chi va benino e la pallanuoto rimane comunque abbastanza seguita. In più la pallanuoto rende tanto dal vivo e così il PalaZurria diventa una bomboniera. Lo abbiamo preso in gestione, in questo modo possiamo anche autofinanziarci, non è poco».

In Serie A1 bisognerà fare un passo in più. «In generale, si è abbassata l’età media dei giocatori in A2, purtroppo spesso senza presupposti tecnici – ragiona l’allenatore classe 1970 –. I giovani sono mandati allo sbaraglio e così la forbice tecnica tra A2 e A1 si è allargata, la massima serie è più competitiva. Ci sono tre stranieri per squadra, serve gente di peso e dobbiamo colmare il gap, anche se mi dispiacerà che ci sia meno spazio per i nostri, ma lo sport è questo».

Il presidente Mario Torrisi e il ds Giuseppe Corsello già hanno preso tre dei cinque giocatori sul taccuino dell’allenatore: sono arrivati il difensore croato Zeljko Kovacic, il centroboa olandese Thomas Lucas e l’attaccante montenegrino Damjan Danilovic, ex Ortigia. «Mancano un portiere e un altro centroboa per completarci – aggiunge Dato, che ora è agli Europei di Belgrado come vice allenatore della Nazionale Under-20–. Per il futuro, conto molto sui ’98 Eugenio Russo e Samuele Catania, che hanno avuto un ruolo fondamentale, e so che alle spalle ci sono tanti ragazzi che potranno crescere ancora. Parlo degli Under-17, tra i migliori otto d’Italia, e degli U-15, anche loro in corsa per le finali nazionali giovanili. Ora vogliamo mantenere l’A1 stabilmente e portare la squadra Under-20, che partecipa alla Serie B e ha chiuso terza quest’anno, in A2, per far crescere i ragazzi sempre con il nostro metodo, senza darli in prestito».

L’identità di cui parlava prima Peppe Dato si riflette anche nel lavoto dello staff tecnico: «Vogliamo che tutti i giocatori parlino la nostra stessa lingua – commenta –. Con lo staff condividiamo idee e amicizia: con Zoltan Fazekas, Raffaele Marino e gli altri allenatori siamo su un percorso comune, che non prevede compartimenti stagni. L’armonia è fondamentale».

Infine, è interessante dare un occhio anche alle altre isole felici della pallanuoto catanese: le squadre femminili dell’Orizzonte e della Torre del Grifo Village. La prima ha lottato fino in fondo nella massima serie e ha vinto lo scudetto Under-17, la seconda ha vinto la Serie B, allenata da Giusy Malato. «Anche l’Orizzonte ha cambiato strategia – conferma Peppe Dato – e stanno ottenendo i risultati con le risorse interne e tante ragazze del settore giovanile, fra 2-3 anni arriveranno a competere come in passato».

da Paesi Etnei Oggi, p. 31