#70anniCatania: I momenti di gloria

A 70 anni il Calcio Catania è ben lontano dalla pensione. Quella rossazzurra non sarà una piazza di livello internazionale, ma qualche grande impresa l’ha saputa compiere nella sua storia iniziata il 24 settembre 1946. Qualcuno di questi momenti è rimasto nella memoria collettiva non solo tra gli sportivi della Sicilia, ma nella storia del calcio nazionale. La speranza è di aggiungere altre e migliori imprese a queste cartoline, in un futuro non troppo lontano.

UNA CAROVANA DI 30 KM. Il 23 maggio 1954 il Catania di Piero Andreoli pareggia per 0-0 a Como e vince per la prima volta nella sua storia il campionato di Serie B. Sono altri tempi: il calendario prevede un’ultima trasferta a Valdagno (persa per 0-1) e la truppa rossazzurra rimane al Nord un’altra settimana. Quando torna in Sicilia, può iniziare la festa: arrivati a Giarre, i giocatori sono fatti scendere dal treno e portati in trionfo per 30 chilometri fino al capoluogo, dove vengono accolti dalle note dell’Aida, dalle autorità, da una città festante. Dal 2 al 6 giugno è un’unica grande festa per la prima promozione in serie A.

CLAMOROSO AL CIBALI. No, non è il 4 giugno 1961 il giorno in cui Sandro Ciotti urlò in radioClamoroso al Cibali! perché la Grande Inter perdeva contro la formazione dei “postelegrafonici” (così definita dall’allenatore avversario Helenio Herrera). Ma quella partita è rimasta comunque nell’immaginario come conferma che i rossazzurri potessero giocarsela con tutti, anche in serie A. Le reti di Castellazzi e Calvanese rimangono il simbolo di una provinciale che può battere una grande. Per la cronaca, se mai fu pronunciato, Clamoroso al Cibali! si riferiva alla vittoria per 1-0 del 30 settembre 1962 (gol di Gigi Milan) o addirittura all’1-0 del 20 febbraio 1966: era quella la vera Grande Inter e il Catania era l’ammazza-grandi.

UNA COPPIA DA 38 RETI. Claudio Ciceri ha 23 anni, Giampietro Spagnolo arriva a 25. Il primo è centravanti, è nato a Milano e in Serie C ha già una buona reputazione. Il secondo è ala sinistra, nato in riva al lago di Garda e tanti anni di B alle spalle. Il presidente Angelo Massimino capisce che insieme possono fare grande il Catania, rotolato in terza serie dopo tre anni difficili in cadetteria. La premiata ditta Ciceri-Spagnolo delizia il pubblico del Cibali con una stagione 1974-’75 d’alto spessore, in cui segnano 18 reti il primo e 20 il secondo, contribuendo a vincere il difficilissimo girone meridionale in volata contro il Bari. Sono ancora amici, nessuno a Catania li ha dimenticati.

TRENTAMILA CUORI. Il Catania 1982-’83 ha l’ambizione di tornare in Serie A, ma ha una concorrenza fin troppo titolata, tra cui Milan e Lazio. Non è tra le favorite, ma grazie alle geometrie diMastalli, alla testa d’oro di Cantarutti, alle parate di Sorrentino sfiora la promozione diretta. Per andare in A ci vuole una tornata di spareggi a Roma contro Como e Cremonese. Il rossazzurroCrialesi segna ai comaschi l’unica rete delle tre partite, ma è contro i cremonesi che trentamila cuori rossazzurri invadono l’Olimpico di Roma e danno vita allo 0-0 più appassionante della storia. E così il Catania conquista la quarta promozione in Serie A, abbracciato da una Roma mai così rossazzurra.

MAGIE DA PLAYSTATION. Giuseppe Mascara da Caltagirone è l’emblema del Catania tornato in Serie A nel 2005-’06. Due sue magie, più consone ai giochi da console che a un vero campo di calcio, rimangono nella galleria nel calcio internazionale. Il 1º marzo 2009 alla Favorita di Palermo il fantasista colpisce un pallone al volo nei pressi del cerchio di centrocampo: segna così un gol favoloso, sbalorditivo, «meglio di Maradona e Beckham!» grida il telecronista di Sky. Il Catania vince il derby di Sicilia per 4-0. Un anno dopo, il 12 marzo, Mascara deve battere un rigore contro l’invincibile Inter di Mourinho: sceglie di beffare con un cucchiaio Júlio César e con questa follia consente la vittoria del Catania per 3-1. Ecco chi è Mascarinho, autore di gesti emozionanti e scolpiti nella storia.

da Mondo Catania

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