Condizione insularità, i vantaggi per l’Isola

QDS572. BRUXELLES (Belgio) – Il valore del successo della relazione approvata dal Parlamento europeo sulla condizione d’insularità delle Isole, e in particolare di Sicilia e Sardegna, è spiegato dall’eurodeputata PD Michela Giuffrida al QdS.

In che modo la Sicilia potrà beneficiare delle nuove politiche?

“Ho fortemente voluto e lavorato alla stesura della risoluzione sulla condizione d’insularità perché, da unico membro siciliano della Commissione per lo Sviluppo regionale, mi sembrava non più rinviabile che la Commissione affrontasse la complessa condizione di marginalità cui sono condannate le Isole. L’approvazione della risoluzione, a larghissima maggioranza, è stato un forte segnale politico e un grande successo! Anche perché all’inizio del nostro percorso parlamentare la questione ha incontrato un’opposizione non indifferente. Le caratteristiche strutturali e naturali delle isole rappresentano la loro straordinaria ricchezza e la loro più grande debolezza. Con questa risoluzione abbiamo chiesto alla Commissione di prendere atto delle carenze che impediscono e ostacolano la crescita e lo sviluppo economico. La mobilità nelle isole è ridotta, il carburante costa di più, così come l’energia, i produttori hanno maggiori difficoltà a esportare, i turisti ad arrivare. Le regioni insulari sono ostaggio delle compagnie aeree e di navigazione e le nostre merci hanno costi insostenibili. Le Isole, poi, sono spesso le porte dell’Europa e sono più esposte e impegnate nella doverosa accoglienza dei migranti. Le priorità da affrontare riguardano: una mobilità sostenibile, trasporti intermodali, ricerca e sviluppo di energie rinnovabili, accesso ai servizi digitali, la completa diffusione della banda larga. Attraverso la risoluzione ho poi chiesto che venga istituito uno ‘sportello Isole’ per coordinare e valutare le politiche per le regioni insulari, e che la Commissione elabori al contempo una ‘Strategia per le Isole’ che preveda azioni concrete e obiettivi specifici”.

Ci sono delle indicazioni su come si procederà nell’analisi dei costi?

“La Commissione elaborerà lo studio attraverso la Direzione generale Sviluppo regionale. È presumibile che altre DG saranno interessate e si occuperanno degli aspetti specifici”.

Si potrebbe arrivare all’istituzione di un fondo per le Isole?

L’approvazione della risoluzione è un primo passo che apre la strada a un dibattito e ad azioni concrete, che ora passano attraverso una concertazione e una sinergia virtuosa tra Governi regionali e nazionali e Bruxelles.  L’elaborazione di una Strategia ad hoc per le Isole è l’azione propedeutica per l’istituzione di un fondo, ipotesi per cui mi batterò. Con la risoluzione abbiamo cercato di creare un quadro organico d’intervento per le Isole, che parta dal riconoscimento dei deficit territoriali, passi attraverso l’elaborazione di una strategia per sanare il gap e approdi a misure concrete di sostegno. È già in atto un dibattito nella Commissione europea che ci fa pensare che le priorità d’intervento dei fondi Ue potrebbero essere altre rispetto a quelle delle ultime programmazioni. E ancor di più in questo caso dunque è bene trovarsi già avanti”.

 

Quali possono essere gli strumenti da adottare?

“Prima di tutto ci sono i fondi strutturali, le risorse del Fesr e del Fse, che chiediamo vengano programmati tenendo conto della specificità delle Isole. Poi ci sono i fondi diretti, per una progettazione specifica nelle Isole su ricerca e innovazione. Sono dell’idea che le Isole debbano essere incubatori di progetti. Uno dei settori che si presta maggiormente è quello delle energie rinnovabili. Particolari misure a livello fiscale possono derivare solo da una concertazione Stato/Regione”.

Che ruolo avranno gli europarlamentari delle isole europee?

“Incassato il successo e la soddisfazione con l’approvazione della risoluzione, da alcuni definita ‘storica’, il nostro compito continua. C’è da fare virtuosa pressione e sensibilizzazione presso la Commissione – soprattutto per cercare di abbreviare i tempi. E c’è da far comprendere ai territori e a chi li governa che questo è il momento di capitalizzare quanto è stato ottenuto. La Commissione aprirà delle procedure di consultazione della società civile, alla quale il tessuto sociale deve prendere parte. Incontrerò la Commissaria Crețu per chiederle di partecipare a un evento sulle Isole per innalzare l’attenzione sulla condizione d’insularità, che da problema deve diventare opportunità”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 18

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