Kore White, il Godzilla dell’Alfa

Nome: Kore White. Nato: 10 dicembre 1989 in Florida. Ruolo: ala forte. Altezza e peso: 203 cm per 109 kg. Questo è l’identikit del nuovo giocatore a stelle e strisce della Polisportiva Alfa Catania, il primo statunitense a vestire la maglia arcobaleno della squadra del presidente Nico Torrisi, che lo ha annunciato giorni fa su Facebook pubblicando l’immagine di Godzilla, paragonandolo al dinosauro giapponese per la sua grandezza.

Il rinforzo tornerà utilissimo nella seconda fase del torneo, quei play-off che possono essere un’insidia visti gli avversari dell’altro girone. White, che al college ha vestito le maglie di Marshall, Florida Atlantic e South Florida, ha avuto anche piccole esperienze da professionista in Danimarca, con i Randers Cimbria, in Uruguay, al Club Atletico Olimpia Montevideo, in Colombia, nell’Once Caldas de Manizales, in Venezuela, per i Gigantes de Guayana, e quest’anno ha fatto un provino in Lituania, con i Naglis Palangos.

«Sono venuto perché ho sentito che si fa un buon basket ed è un bel posto – spiega luidurante Acireale-Mascalucia, quand’era in attesa del transfert -, quindi volevo vederlo io stesso. Ho ricevuto solo buone referenze da altre persone, anche se prima non sapevo nulla della Sicilia. Vengo dalla Florida, quindi il tempo è simile qui. Ho vari amici che giocano o hanno giocato qui in Italia, alcuni dalle superiori, dall’università e anche professionisti; in Sicilia conosco David Loubeau, che gioca a Barcellona».

Delle sue esperienze precedenti, menziona il Venezuela: «Ho giocato in Venezuela, è un buon campionato, e lo Stato è molto bello. È stata una buona esperienza, ma ho pensato che qui potessi trovare una pallacanestro più interessante per me».

White è in città già da qualche settimana: «Finora tutto bene a Catania, è sorprendentemente buono sia il cibo che le bevande, come il seltz al limone. L’unica cosa diversa dal solito è che tutti sono coinvolti nella società, dai dirigenti, ai ragazzi delle giovanili, c’è un’atmosfera familiare, e ogni qualvolta c’è un problema viene risolto in fretta, non come in altre squadre dove c’è confusione, fraintendimenti e dunque decisioni sbagliate. È una squadra vincente, vince perché hanno degli obiettivi positivi. Non conosco la Serie D, conosco il livello perché ho visto qualche partita, ma è tutto. Ho visto anche la Serie C Silver. Vorrei vedere ancora delle partite».

Su ciò che potrà dare alla squadra e su quanto potrà rimanere, l’ala della Florida ha qualche idea: «Con la pallacanestro non puoi prevedere il futuro, se ti trovi bene rimani. È difficile dire cosa possa apportare a una squadra già di successo. Darò tutto, sia al rimbalzo, sia attaccando il canestro, ma spero soprattutto di aiutare i giovani a migliorare. L’obiettivo è far diventare i più giovani allo stesso livello dei più bravi, che devono trasmettere ciò che sanno, ma non è facile far arrivarci».

da Basket Catanese

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