La Passalacqua è ancora un «cantiere»

Schio-Ragusa 83-54

Famila Wüber Schio: Yacoubou 5, Gatti 7, Sottana, Battisodo 10, Anderson 9, Masciadri 9, Walker 17, Zandalasini 4, Ress 4, Macchi 11, Bestagno 7. All.: Méndez.

Passalacqua Ragusa: Consolini 2, Gorini 6, Valerio, Erkic 10, Ngo Ndjock 10, González, Sorrentino ne, Nadalin 6, Little 10, Micovic 10. All.: Molino.

Arbitri: Bongiorni, Perciavalle e Sartori.

Parziali: 23-12, 42-16, 65-33.

 

Scudetto, Coppa e… “loading”, recita uno degli striscioni del Kommandos del Famila Schio: ci vuole poco per scaricare l’ennesimo triplete nella cartella dei trofei scledensi. Le arancioni venete iniziano la stagione esagerando, si prendono la Supercoppa contro Ragusa prima dell’intervallo lungo e mettono in chiaro che è più difficile l’arrembaggio al loro fortino. Si dirà: mancava Brunson, Ragusa non era al completo. Be’, ma Giorgia Sottana è entrata a cinque minuti dalla fine, nemmeno Schio ha il massimo del potenziale a disposizione.

«Orgoglioso di rappresentare la Sicilia qui», sorride sornione Gianstefano Passalacqua durante il riscaldamento, ma le ragusane rimangono fredde. Schio parte concentrata, l’asse delle ex Gatti-Walker vuole farsi rimpiangere dalla ventina di biancoverdi presenti dietro il canestro: segnano i primi punti, la pivot Usa è una presenza costante, la play ci prova e riprova da tre facendo male (18-8). La risposta di Ragusa è affidata a un bel pick&roll di Nadalin, a Erkic, che forza sempre, e a Little, ancora non in condizione ma molto attiva. La difesa lascia troppo spazio sul perimetro e il risultato è già il +11 alla prima sirena.

Erkic e Consolini creano ma non sono concrete, così ogni iniziativa scledense va a buon fine. Tripla dell’infinita Masciadri ed è +16, poi Yacoubou è immarcabile (anche se non produttiva) e sotto canestro non c’è storia. Ragusa non solo gioca solo spalle a canestro senza attaccare il ferro, s’innervosisce anche in regia (Gorini meglio di González), così Battisodo la punisce fino al +24. Nadalin interrompe un maxibreak (38-16), Valerio a uomo su Gatti si esalta, ma fare quattro punti in 10’ favorisce le arancioni. Silenziosamente, l’esterna Jolene Anderson è la migliore in campo (grazie ai suoi assist e rimbalzi).

L’atmosfera è familiare, nell’intervallo la capitana Masciadri regala pure una maglietta a un bimbo che compie nove anni. Intanto Molino urla contro le sue, che si convincono a mettere aggressività. Ma c’è poco da fare contro le indemoniate in maglia bianca: Walker stoppa una tripla di Erkic, Macchi segna il +31 e Gorini segna i primi punti dopo 3’45” (49-18). Cambia qualcosa: Walker si fa stoppare, Little sfonda il muro dei 20 punti. L’intensità aumenta: Little perde palla e poi raggiunge Macchi che viaggiava sola soletta verso l’anello. Erkic segna la tripla, Gorini conquista un fallo. Poi Schio spegne le speranze con la cecchina Battisodo (2/2 da tre). Nell’ultimo quarto Ngo Ndjock e Micovic rendono lo scarto meno pesante giocando con grande attenzione, mentre Zandalasini e Sottana danno gli ultimi sprazzi di classe arancione sul parquet.

Alla fine le aquile biancoverdi non si arrendono, ma dimostrano ancora di dover lavorare molto in vista del campionato. Ne è consapevole coach Nino Molino, ma anche le stesse giocatrici che comunque s’impegnano al massimo. La festa per Schio, nella quarta finale vinta contro le avversarie siciliane, prosegue con coriandoli e la supercoppa della lega. In campionato, a ranghi completi, sarà un’altra sfida.

da La Sicilia, p. 51

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