Migranti, il Parlamento europeo chiede solidarietà e fondi per Triton

STRASBURGO (Francia) – È ancora solo l’ennesima risoluzione non legislativa (dunque solo un consiglio alla Commissione affinché legiferi) ma il Parlamento europeo la settimana scorsa si è espresso a favore di un sistema vincolante per ripartire le quote dei richiedenti asilo in Europa. Forse è uno dei punti più controversi del nodo migranti: non tutti vogliono farsi carico di chi viene da zone di guerra e ha diritto a chiedere ospitalità e così le responsabilità ricadono sui soliti Paesi, quelli che si affacciano sul Mediterraneo.

Le richieste degli eurodeputati partono dalla considerazione che il 23 aprile scorso il Consiglio europeo, ovvero gli Stati membri, non abbiano deciso alcunché sul “meccanismo vincolante di solidarietà”: ripartire le responsabilità, ampliando la solidarietà e i programmi di reinsediamento e recependo le normative sul sistema d’asilo sono passaggi fondamentali per aiutare chi ne ha bisogno.

Per il resto, i membri del Parlamento reiterano alcune richieste già sentite spesso e si rivolgono a Triton, l’operazione di pattugliamento delle coste che ha sostituito Mare nostrum: “definire un mandato chiaro per Triton, in modo da ampliarne l’ambito di intervento e il mandato per le operazioni di ricerca e soccorso a livello di UE”; aumentare le risorse per Triton (che dispone di 2,9 milioni di euro al mese) e l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo; mettere “a punto un’operazione umanitaria europea di ricerca, solida e permanente, che, come Mare Nostrum, sia operativa in alto mare e alla quale contribuiscano tutti gli Stati membri sia con risorse finanziarie che con attrezzature e mezzi”.

Sono toni totalmente diversi rispetto a chi chiede di bombardare i barconi prima che salpino, ma abbastanza utopistici pensando alle priorità al momento dettate dai Paesi membri dell’Ue. Nella risoluzione approvata dalla plenaria, c’è anche una parte dedicata alle sanzioni contro la tratta degli esseri umani e del traffico dei migranti, suggerendo anche di controllare come le reti criminali si finanzino.

Aspettando che l’esecutivo Ue decida come agire (il commissario Dimitris Avrampoulos, a Malta, ha detto che stanno ancora cercando delle soluzioni strutturali insieme alle varie agenzie Ue), mercoledì pomeriggio l’ex premier Enrico Letta e Giuseppe De Giorgi, capo di stato maggiore della Marina, parteciperanno a un dibattito alla commissione Libertà civili, alla ricerca di quell’approccio “olistico” (dunque totale) al tema della migrazione.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 23

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