Il rammarico di Dario Sortino re dei marcatori

Dario Sortino è il re dei marcatori di C2: ha sbaragliato la qualificata concorrenza di Ivan Stuppia, Jay Rivers e Pasquale Crucitti e si è preso un titolo che vale ancor di più, considerando che gioca indifferentemente da play o da guardia, cioè segnando e facendo segnare il suo Adrano.

«Purtroppo non abbiamo raggiunto i play-off – spiega lui – e a Santa Croce ho giocato pure con la febbre… Avremmo dovuto esserci noi a proseguire nel post season, sarebbe stato il premio per un gruppo che ha fatto passi da gigante. Siamo stati gli unici a battere Spadafora, eppure non ci avrebbero dato un euro nel precampionato».

Sortino, di anno in anno, continua a imporsi come uno dei migliori esterni della categoria e quest’anno coach Castiglione l’ha voluto ancora con sé: «Vincenzo è bravissimo – prosegue il play – l’anno scorso a Paternò mi sono trovato molto bene con lui e mi ha dato ancora fiducia, anche se inizialmente era strano: siamo stati avversari nella finale play-off del 2011! Tornare ad Adrano per me è stato un onore, mi sento a casa e l’ambiente è fantastico. Inoltre sono felice dell’arrivo di Antonio Bulla come dirigente: è competente e ha preso grandi responsabilità su di sé, migliorando la gestione».

A parte Sortino e Gigi Russo, arrivato a fine stagione, il gruppo bianconero è solo di adraniti. «Formiamo un ottimo gruppo, coeso, che si fa in quattro – prosegue il play –. Tra gli esterni, Ricceri ha un problema al ginocchio, ma in campo è come se non avesse nulla, è una mosca atomica. Damiano Russo ha fatto passi da gigante e si prende grandi responsabilità: contro il Giarre ha messo sei bombe, sarà un caso che il giorno prima abbiamo fatto una sessione di tiri insieme? E poi Giorgio Leanza, che ha iniziato benissimo, ma problemi di lavoro lo hanno limitato e anche a Santa Croce ha stupito tutti liberandosi all’ultimo secondo. Ricordo anche Gianluca Verzì che pur studiando a Milano si è impegnato finché ha potuto».

Ultimo pensiero al Gravina: «Faccio i miei auguri soprattutto a Gianluca Barbera e Giuliano La Mantia, che sono tra i miei più cari amici».

da La Sicilia, p. 16

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