Procura europea, stretta per l’ufficio unico contro le frodi all’Ue

STRASBURGO (Francia) – Lunedì la commissione Libertà civili del Parlamento europeo ha approvato la relazione ad interim sull’istituzione della procura europea. La proposta di istituire un ufficio comunitario in cui alcuni magistrati si preoccupino di perseguire chi froda l’Ue è in questo momento ferma al Consiglio europeo, dove gli Stati membri stanno negoziando eventuali cambiamenti e migliorie per varare il testo che diventerà legge. Proprio perché sono gli Stati membri ad avere ora la possibilità di lavorare sui dettagli della procura europea, gli eurodeputati hanno approntato il report per sottolineare quali siano per loro le priorità, anche alla luce della nuova legislatura iniziata meno di un anno fa. Durante la riunione si è discusso anche di altre due direttive, quella sulla lotta alle frodi agli interessi finanziari dell’Ue (dunque connessa alla procura europea) e sulla salvaguardia dei bambini coinvolti in procedimenti giudiziari.

Il dibattito sui supermagistrati che dovrebbero gestire la procura europea è stato molto acceso negli ultimi anni e dopo il lavoro dell’ex commissione Crim, che si occupava delle mafie a livello europeo, la spinta per la sua istituzione è diventata più forte. Anche perché, come sostengono dalla Commissione europea, le frodi all’Ue sono stati quantificati in 500 milioni di euro annui e si stima possano raggiungere anche i 3 miliardi. Il problema grave è che solo il 31 per cento dei potenziali frodatori indicati dall’Olaf (l’ufficio comunitario antifrode) sono stati poi effettivamente imputati tra il 2006 e il 2013. Tra le cause c’è anche una possibile minore efficacia dei sistemi giudiziari dei singoli Paesi membri: ed ecco che il procuratore europeo, occupandosi solo di quello con risorse provenienti proprio dall’Olaf, possa risultare un punto di forza nelle indagini e poi nella lotta attiva alle frodi.

“Il valore aggiunto della Procura europea – scrivono gli eurodeputati nella relazione – deve consistere nel far convergere indagini e procedimenti penali in un ufficio unico e indipendente operante a livello europeo per i casi di frode nei confronti di fondi dell’Unione, nonché nel rafforzare le azioni penali, il recupero dei fondi e la fiducia dei contribuenti nelle istituzioni europee”.

La richiesta principale è che la procura sia indipendente, cioè non condizionata dai singoli Stati membri, con i membri scelti tramite un corso che ne analizzi la professionalità, l’esperienza e le competenze. Il rapporto firmato dalla popolare romena Monica Macovei sostiene anche la necessità che i poteri vengano delineati chiaramente per evitare conflitti con le procure nazionali (è una delle preoccupazioni maggiori di chi non è d’accordo con quest’iniziativa).

Visto che il Consiglio sta chiedendo di organizzare la procura secondo una struttura collegiale, dunque con più magistrati sullo stesso piano, gli eurodeputati chiedono che sia davvero paritaria, con un coinvolgimento diretto nei procedimenti giudiziari, un’organizzazione razionale e una distribuzione uniforme delle cause tra i procuratori.

Si richiede anche che siano approntate delle “procedure snelle affinché la Procura europea ottenga l’autorizzazione a mettere in atto misure investigative nei casi transfrontalieri” e “l’ammissibilità delle prove in tutta l’Unione”: sarebbe assolutamente inutile istituire una procura europea limitata dagli Stati membri.

I tempi si fanno stretti. La Commissione europea presieduta da Claude Junker vorrebbe che entro il 2016 l’ufficio fosse operativo. Per arrivarci, però, il testo legislativo fermo in Consiglio deve essere approvato quest’anno, per avere poi il tempo di svolgere il concorso e organizzare i dettagli della procura. I vincitori, poi, dovrebbero anche essere sentiti dal Parlamento: un ulteriore passaggio che potrebbe allungare i tempi.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 2

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