Lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, ancora molti i passi da fare nell’Unione europea

STRASBURGO (Francia) – Martedì sera alla plenaria del Parlamento europeo si sarebbe dovuto parlare di un piano d’azione comunitario contro la criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro per il periodo 2014-2019. Tuttavia, i rappresentanti del Consiglio e della Commissione europei hanno solo scattato una fotografia dello stato dell’arte, dando piccoli accenni a quello che potrebbe essere l’immediato futuro della lotta alle mafie europee.

È iniziata la presidenza lettone dell’Ue e il ministro degli Affari esteri del Paese baltico, Zanda Kalniņa-Lukaševica, ha annunciato che “le priorità del semestre sono la lotta alla contraffazione e al crimine in rete; ma anche il traffico di beni culturali, fauna e specie rare sono altri settori che richiedono attenzione”. A lei ha fatto eco il commissario greco per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, che ha enunciato le priorità di Europol, tra cui il contrasto a traffico di essere umani, traffico di droga e di armi, contraffazione e crimini sul diritto di proprietà. L’Ufficio di polizia europeo, l’Europol appunto, nelle previsioni della Commissione dovrebbe recuperare un miliardo di euro da qui al 2020, proprio contrastando le attività della criminalità organizzata.

Si è parlato anche della confisca e del sequestro dei beni, al centro della direttiva 2014/42/UE, definita sia dalla Kalniņa-Lukaševica che da Avramopoulos come “un passo avanti nel contrasto alla criminalità organizzata”, ma vari eurodeputati hanno sottolineato la necessità di potenziarla. “Ribadisco l’invito a presentare una nuova e più ambiziosa direttiva sulla confisca, anche in assenza di condanna” è l’intervento di Caterina Chinnici (Pd), che comunque ha elogiato la presidenza italiana per i passi avanti sulla direttiva Pif (sulla lotta alla frodi che ledono gli interessi finanziari dell’Ue), sulla procura europea e su Eurojust (che coordina indagini e azioni penali quando coinvolgono due o più Stati membri).

Che l’approccio sia però ancora debole lo sottolineano due eurodeputati del M5S, Laura Ferrara e Ignazio Corrao: la prima ha fatto riferimento alla commissione Crim (che ha completato il mandato nel 2013), perché il testo uscito dall’organo che era presieduto da Sonia Alfano è caduto nel vuoto, in quanto le raccomandazioni per la lotta alle mafie ancora non sono state raccolte e trasformate in testi legislativi; il secondo ha citato Giovanni Falcone (“Seguite i soldi e troverete la mafia”) e invitato a potenziare l’attività di contrasto ai beni della criminalità organizzata.

Il ministro degli Affari esteri lettoni ha citato dati dell’Europol: “Una valutazione dell’Ufficio di polizia europeo ha censito 3.600 organizzazioni criminali nel 2013 in Europa. Ci vuole un approccio coerente e coeso per contrastare il fenomeno, in modo che i Paesi membri possano applicare in maniera efficace gli strumenti che hanno”. La Kalniņa-Lukaševica ha anche posto l’accento sulla revisione della strategia di sicurezza interna, senza però fornire dettagli.

Della corruzione ha invece parlato il commissario Avramopoulos: “I cittadini sono soprattutto preoccupati della corruzione, la cui lotta è una delle priorità della Commissione. Più della metà degli intervistati dall’Eurobarometro ha percepito un aumento del fenomeno negli ultimi tre anni; si rendono necessarie dunque delle misure di maggiore trasparenza”. L’esecutivo Ue si muoverà anche per la lotta alle mafie: “La dimensione transnazionale della criminalità organizzata – prosegue il commissario – impone l’aggiunta di una relazione applicativa alla decisione Quadro del 2008/841/GAI sulla criminalità organizzata, mentre il recente accordo della quarta direttiva antiriciclaggio permette più indagini finanziarie”. Sette anni sono tanti: la relazione applicativa potrebbe finalmente potenziare la lotta alla mafia in tutto il Vecchio continente.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 2

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