Conquistare il mondo armati di dadi

«Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra» pensava chi ha inventato Risiko, il gioco da tavolo che trasforma i partecipanti in piccoli Napoleone che vanno alla conquista del mondo. La frase di Cicerone risuona oggi anche nelle teste dei siciliani che hanno riportato la moda in Sicilia; con il lancio, quattro anni fa, della versione Challenge, sono sorti sette club in tutta l’Isola e si susseguono i tornei che coinvolgono centinaia di giovani.

Per giocare, ci si divide i 42 territori, che devono essere conquistati e difesi dai partecipanti tramite piccoli carri armati colorati, lanciando i dadi; in un’ora e mezza, si deve arrivare quanto più vicini all’obiettivo assegnato a inizio partita.

Mercoledì si è concluso il primo torneo organizzato dal neonato Risiko Club “World Domination” di Acireale, al bar Bellavista. 24 ragazzi e ragazze si sono sfidati quattro sere sui tavoli da gioco, senza spargimento di sangue, in grande armonia; in gruppi di quattro o cinque hanno ottenuto dei punti che hanno formato la classifica finale.

Dario Deioma, Simone Di Bella, Daniele Todeschini, Carlo Punturo, Luciano Silvestro e Chiara Liotta hanno chiuso nei primi sei posti e l’ultima è stata l’unica a fare Risiko, cioè conquistare tutti i territori in obiettivo; Deioma si è così aggiudicato il titolo di Dominatore dell’Etna: «Bellissima esperienza, la prima di tante altre ancor più belle», ha affermato durante la premiazione.

L’evento è nato sulla scia di un “open” organizzato a Siracusa a metà novembre e fa da preludio ai tornei di Messina e Ragusa. Anche a Marsala, Racalmuto e Palermo gruppi di giovani e meno giovani sono tornati a sedersi attorno a un tavolo, dadi in mano e carri armati disposti tra la Kamchatka e l’Argentina.

Risiko è così tornato in auge: inventato nel 1957 in Francia (era chiamato La conquête du monde), arrivò in Italia nel 1968 e si diffuse per i due decenni successivi. Nelle idee dell’editore, comunque, la guerra è ben lontana dall’essere esaltata, come si specifica nel sito ufficiale. Si esorcizzano così i conflitti e il gruppo si accanisce solo contro la fortuna dei numeri. In questo modo i giovani si sono avvicinati di nuovo a questo gioco da tavolo e tentare di conquistare il mondo è diventato un divertimento a colpi di dadi.

da La Sicilia, p. 31

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