Il Palasport Galermo eterna incompiuta degli impianti etnei

«Il PalaGalermo? Una piccola bomboniera». Un ex assessore comunale così definì pochi anni fa il palasport che sorge a San Giovanni Galermo, nella periferia nord di Catania. Effettivamente, è una bella struttura, con un ampio parcheggio, una tribunetta comoda, un parquet di qualità e spogliatoi ampi; c’è anche una zona che può essere adibita a palestra. Tuttavia, la strada piena di gobbe e avvallamenti che da via Galermo porta all’ingresso (e su cui si affacciano molti palazzi residenziali) trasmette quel senso d’abbandono che è emerso d’un colpo domenica.

Si doveva giocare Rainbow Catania–Nova Castellammare, partita di Serie C femminile di basket; le ospiti hanno rinunciato alla gara in anticipo, a causa della «perdurante mancanza di acqua calda negli spogliatoi del PalaGalermo – come hanno scritto alla Federbasket –, come già più volte evidenziato nelle passate stagioni, in cui molte atlete, dovendo percorrere oltre 300 km di viaggio e lavatesi con acqua fredda, sono andate incontro a influenze e febbre».

Proprio l’annuncio della rinuncia della società castellammarese ha smosso le acque. Quest’anno, le due principali società cestistiche che usufruiscono dell’impianto (la A.P.D. Rainbow Catania e l’A.S.D. PGS Sales) hanno già ricevuto dal giudice sportivo quattro sanzioni per la mancanza d’acqua calda nelle docce, che si sommano alle sei del campionato scorso. Non è soltanto un problema di ammende da pagare, ma anche d’immagine delle società (oltre che di salute degli atleti che anche dopo gli allenamenti non possono lavarsi).

«Gli ospiti – afferma il presidente della Rainbow, Fabio Ferlito – trovano un impianto che non è in grado di ospitarli e parlano di “vergogna”. Purtroppo non è la vergogna di nessuno: la Rainbow è vicina all’amministrazione, ma è ospite. Non vogliamo creare problemi al Comune, sappiamo che si cerca di sistemare la situazione. L’assessore allo Sport, Valentina Scialfa, si è impegnato con la massima disponibilità a far portare del gasolio, ma ci sarà anche un problema alla caldaia. Rimaniamo passibili di critiche: quando qualcuno non butta una bomba e rovina il parquet o non entra per scassinare le stanze dove teniamo le strutture, c’è il problema cronico dell’acqua. Purtroppo anche la via della concessione è difficile, l’avvocatura creerebbe troppi vincoli che farebbero mollare qualsiasi persona di buona volontà».

È vero che questa volta il Comune è intervenuto celermente, ma per il lungo termine qualcosa potrebbe cambiare nella gestione delle manutenzioni dei palasport cittadini. «Per la situazione specifica, non mi è arrivata alcuna comunicazione – spiega l’assessore comunale alle Infrastrutture, Luigi Bosco –. In generale, ho chiesto alla struttura comunale che si occupa delle manutenzioni di stilare un progetto in modo da capire quanto spendere per ogni necessità. Entro fine anno ci sarà uno schema; sulla parte relativa agli impianti, mi confronterò con i gruppi consiliari e con l’assessore allo Sport, insieme alle società che li utilizzano. Sarà uno schema dinamico che terrà conto delle vicende che possano rendere necessarie altre manutenzioni, sia nella fase del confronto sia in itinere. Si pagano purtroppo anni di carenze dovute alle ristrettezze del bilancio, che perdurano anche adesso».

E il futuro del palasport? «Ho parlato più volte di possibilità di esternalizzazione – aggiunge infine l’assessore Scialfa –; per ora agiremo quando riceveremo le segnalazioni».

da La Sicilia, p. 15

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