Consumo collaborativo: esempi nell’accoglienza e nei trasporti

PALERMO – Lo chiamano consumo collaborativo, in inglese sharing economy, il modello alternativo al consumismo tradizionale che in Italia è già radicato e si diffonde con forza, soprattutto nell’ambito dei trasporti e dell’accoglienza. È un modo per rilanciare il turismo, ma anche per far fronte alla crisi pensando anche all’ambiente. Una ricerca dell’Ipsos, pubblicata la scorsa estate, ha evidenziato che il 75% degli italiani sa cosa sia e l’11% ne ha già usufruito.

Per capire a che punto siamo in Italia, abbiamo coinvolto tre delle principali protagoniste dell’economia parallela: Airbnb e Bedycasa, che si occupano di ospitalità, e BlaBlaCar, per gli spostamenti a medio-lungo raggio. Tutti e tre i siti, oggi anche aziende, sono nati all’estero.

LA GENESI E LO SVILUPPO. “Airbnb – afferma il country manager Matteo Stifanelli – è stata fondata nel 2008 a San Francisco e oggi mette in contatto le persone con autentiche esperienze di viaggio in oltre 34.000 città e 190 Paesi. Dal 2012 abbiamo aperto una sede Italiana a Milano e oggi in Italia ci sono più di 89.000 alloggi disponibili”. “Bedycasa nasce in Francia – parola alla country manager Chiara Del Vecchio – da un’esperienza personale della fondatrice, che viaggiava molto per lavoro. Nel 2007 ha creato una lista di amici conosciuti in giro per il mondo sul suo blog, chiedendo loro di ospitare anche sconosciuti in cambio di una piccola somma. Dal 2009 è diventato un sito commerciale. Oggi contiamo su 66 mila posti letto, 3 mila in Italia, ma l’offerta maggiore è in Francia”.

“BlaBlaCar – aggiunge il country manager Andrea Saviane – nasce nel 2006 a Parigi con il nome di Covoiturage.fr; nel marzo 2012, il sito italiano postoinauto.it entra a far parte del network di Covoiturage.fr e cambia il suo nome in BlaBlaCar. Oggi contiamo su sei uffici in Europa e 150 dipendenti, contiamo su 10 milioni di iscritti, più di 3 miliardi di km condivisi, decine di migliaia di destinazioni in tutta Europa e oltre 1 milione di persone trasportate ogni mese BlaBlaCar è oggi leader del settore in Italia e in Europa”.

COME FUNZIONANO. I tre portali hanno delle caratteristiche simili: la registrazione gratuita, la divisione tra gli utenti che offrono l’ospitalità in una camera privata o un posto in macchina, il motore di ricerca che permette di selezionare le proprie preferenze. “Si è disciplinato – prosegue Del Vecchio di Bedycasa – il mercato delle camere private, prenotabili come una camera d’albergo, con tutte le sicurezze e l’assistenza di qualsiasi altra prenotazione online”.

“La condizione strutturale italiana – parola a Saviane di BlaBlaCar – è molto favorevole, la possibilità di viaggiare in modo piacevole e socievole. In Italia ci piace chiacchierare, conoscere nuove persone e fare… blabla! Alla base del grande successo di BlaBlaCar ci sono il risparmio, la tutela dell’ambiente e l’opportunità di socializzare durante il viaggio”.

“Airbnb – aggiunge Stifanelli – offre a tutti la possibilità di soggiornare ovunque, anche nei quartieri più caratteristici di una città, che alcune volte non offrono sistemazioni tradizionali. Oppure permette di scegliere di passare una notte in un castello o in una casa sull’albero”.

LA CONCORRENZA. “In alcune città europee – ricorda Del Vecchio –, come Barcellona, gli albergatori hanno visto questa sharing economy come concorrenza sleale ed è stata interdetta l’attività. Ma non è così: noi guardiamo a un altro tipo di mercato, non vogliamo togliere il lavoro agli hotel che hanno altre attività. Chi sceglie Bedycasa cerca un’esperienza economica e a contatto con altre persone”.

“Con i problemi strutturali dell’Italia – è il turno di Saviane –, soprattutto al Sud, ci siamo potuti diffondere in modo uniforme. In realtà diciamo di non avere concorrenti. Per le lunghe distanze, con 300 km di percorrenza media, non ci sono altri operatori forti. In Italia BlaBlaCar è fortunato a essere l’unico a coprire questo segmento, ma abbiamo la responsabilità di far crescere il mercato da soli. Uber lavora su un contesto più circoscritto”.

“Airbnb – chiude Stifanelli – si rivolge a un viaggiatore alla ricerca di un’esperienza più autentica, a contatto con le persone del luogo, che ha il sapore della scoperta. Inoltre, i nostri viaggiatori hanno spesso necessità diverse. L’offerta della ricezione tradizionale e la nostra si integrano, mettendo a disposizione una più ampia opportunità di scelta a tutto vantaggio del viaggiatore”.

I GUADAGNI. La possibilità di arrotondare è un lato interessante del consumo collaborativo. “BlaBlaCar – afferma il country manager – è un sito totalmente gratuito, non riceviamo denaro. Non stiamo monetizzando per ora, ma ‘non si vive di solo blabla’ e forse dal 2015 introdurremo una commissione sul prezzo richiesto dal conducente (che serve per pagare i costi di benzina e pedaggi) come in Francia e in Spagna, fornendo in cambio altri servizi”.

“Non ci sono sorprese: inseriamo il 15% di commissione del sito nel prezzo finale – puntualizza la responsabile di Bedycasa –. Il viaggiatore paga Bedycasa, che rimborsa l’ospitante 24 ore dopo l’arrivo del viaggiatore, per valutare eventuali disservizi o contrattempi, ed annullando la parte imbarazzante di chiedere soldi all’arrivo. Si arriva anche a guadagnare 1.200 € l’anno in media, anche 500 € al mese nelle grandi città; per la dichiarazione dei redditi, basta denunciare i guadagni e comunicare sempre la presenza degli ospiti alla questura se extracomunitari”.

“Sul nostro sito – aggiunge il referente di Airbnb – abbiamo una sezione in cui ricordiamo gli host di assicurarsi di controllare l’esistenza di eventuali tasse locali o requisiti di licenza, nonché ogni tipo di permesso, restrizione, normativa di sicurezza e sanitaria applicabile. Accettando i nostri termini del servizio e attivando un annuncio, l’utente dichiara di seguire le normative della sua zona”. La commissione applicata da Airbnb va tra il 6 e il 12 per cento, in alcuni casi più Iva.

LA BUROCRAZIA. Nessuno dei tre portali ha avuto problemi burocratici, ma Del Vecchio di Bedycasa nota che “c’è un ritardo dell’Italia rispetto ad altri paesi europei: gli italiani sono diffidenti ad aprire le case agli estranei e noi cerchiamo di superare l’ostacolo curando l’aspetto umano”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 5

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