Procuratore europeo, entro il 2016 nascerà come organo indipendente

BRUXELLES (Belgio) – Il cammino per l’istituzione del procuratore europeo (Eppo) prosegue a rilento nelle stanze delle istituzioni comunitarie. Giovedì la commissione Libertà civili del Parlamento europeo ne ha discusso con la Commissione e il Consiglio europei, per capire a che punto è l’iter. Nella passata legislatura, era l’eurodeputato siciliano Salvatore Iacolino a curare il rapporto in materia, ora passato in mano a Monica Macovei.

“Entro il 2016 si procederà all’approvazione – sostiene la Commissione europea –, come da indicazioni del presidente Junker. La procura europea sarà un organo indipendente, responsabile delle proprie azioni, formato da un procuratore, un vice e dai procuratori aggiunti. I procuratori verranno collegati allo stesso ufficio e condivideranno gli obiettivi, ma il procuratore avrà diritto di veto. Dobbiamo portare avanti una politica europea comune perché è nell’interesse dei cittadini avere un sistema che funzioni e tuteli il bilancio europeo”.

Le truffe ai fondi europei e la regolarità degli appalti saranno alcuni degli ambiti operativi dell’Eppo, ma dalla discussione con i parlamentari è chiaro che ci siano ancora molti punti da valutare. “Tutti i principali nodi sono stati affrontati – è intervenuto Lorenzo Salazar, in rappresentanza del Consiglio europeo – è emersa l’importanza di una struttura collegiale, abbiamo accresciuto il controllo giurisdizionale, parlato dell’acquisizione delle prove rafforzando nel contempo i diritti di cui devono godere i soggetti coinvolti”.

Proprio sulla struttura il dibattito è più aperto. Ci si chiede se dovrà essere una struttura collegiale (con più soggetti decisori, dunque) o centrale (con più potere al procuratore); se i procuratori dovranno essere scelti da ogni Paese membro o selezionati sulla base di un concorso pubblico in base alle competenze; se i costi (2,5 milioni di euro per l’avvio, tra i 6 e i 20 milioni annui per il mantenimento) siano sostenibili. “L’Eppo deve andare al di là degli ostacoli della cooperazione giudiziaria extrafrontaliera”, è comunque un punto fermo della relatrice Macovei, insieme alla forza e all’indipendenza di questa figura.

Ma alcuni eurodeputati sono anche contrari perché considerano il procuratore europeo un doppione delle procure nazionali o di Eurojust, di cui s’è discussa la riforma che a dicembre sarà portata avanti nel Consiglio europeo.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 2

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