Progetto Azzurri: raduno Under-14 siciliani

Sveglia presto, tanti chilometri da percorrere per affrontare un altro raduno del Progetto Azzurri: gli Under-14 siciliani, nati nel 2001, domenica si sono allenati al PalaArcidiacono di Catania, diretti da Massimo Di Gregorio e Peppe Pirri. Sono partiti in 75, ora sono in 17 a giocarsi un posto tra i dodici che parteciperanno al Trofeo delle Regioni previsto per il prossimo aprile.

«Hanno già partecipato a un torneo, due raduni-torneo e quattro allenamenti – afferma il responsabile tecnico territoriale Gaetano Russo –. Il lavoro procede bene, speriamo di confermare o migliorare un po’ i risultati degli ultimi anni, che sono stati un crescendo. Quest’anno parteciperemo alla Poule A grazie al decimo posto dell’ultimo torneo; la squadra dell’anno scorso aveva più talento tecnico, ma fisicamente mi sembra che siano migliori».

Dopo la preparazione curata da Massimo Sigillo, nel gioco 3vs3, 4vs4 e infine 5vs5 i giovani provenienti dai tre angoli dell’Isola hanno profuso il massimo impegno. «Rispetto agli altri anni – puntualizza Russo – c’è qualche ragazzo in meno da Ragusa e Trapani, e qualcuno in più da Messina, Catania e Palermo».

Ultimo impegno prima di Natale sarà un torneo per l’Immacolata, poi si procederà a ritmo serrato fino ad aprile: «Giocheremo a Termoli contro Campania, Puglia, Basilicata, Molise e Calabria. Poi ci fermiamo fino a gennaio e riprenderemo anche altri ragazzi persi per strada, per avere una ventina di ragazzi. Si alleneranno almeno due volte al mese fino ad aprile», conclude Russo.

Lunedì a Cefalù c’è stato invece il raduno del centro tenico federale, dedicato ai ’99-2000 e alla presenza di Antonio Bocchino, allenatore di lungo corso nelle nazionali giovanili. «Rivediamo un bel gruppo – afferma Massimo Sigillo –. Il lavoro che stiamo facendo è per visionare i ragazzi e dar loro la possibilità di migliorare. Sta dando dei buoni frutti: la qualità migliora, loro sono più consapevoli. Le società hanno un ruolo fondamentale (e gli allenatori vengono ai raduni e si interessano), ma l’impegno della federazione centrale e regionale costringe i giocatori a confrontarsi aldilà della partita e i rapporti si livellano in allenamento».

da La Sicilia, p. 20

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