Carmelo Barcella il “globetrotter” etneo

«Facciamo in modo che queste manifestazioni non rimangano oasi nel deserto, diamo la possibilità a questi ragazzi sfortunati di esprimersi»: Carmelo Barcella, dopo un’amichevole di basket in carrozzina tra Italia e Gran Bretagna, al PalaSpedini di Catania, lanciava quest’appello, era il 23 maggio 1989. 25 anni dopo è cambiato moltissimo. La squadra catanese di basket in carrozzina, il Cus Cus, si prepara al secondo anno in Serie B e la «possibilità» di cui parlava Barcella viene fornita a molti ragazzi che si possono dimostrare quanto l’entusiasmo, l’impegno e la bravura possono andare oltre le barriere fisiche.

«Lo sport disabili – spiega durante il torneo DiveActive di domenica – si è rivoluzionato. Una volta non c’erano strutture, né la mentalità a farci fare lo sport. Oggi, malgrado i costi, c’è stato un cambio radicale. Una volta nel basket si usavano le carrozzine normali, da passeggio, eravamo più a terra che seduti: mancavano l’antiribaltamento, il paraurti. Il Cus Cus sta crescendo: il primo anno è stato di transizione, quest’anno vogliamo fare sul serio. Abbiamo fatto anche due stage con il tecnico della Nazionale U-22, Marco Bergna».

Barcella è il cestista più esperto della squadra. «Ho avuto l’incidente a 15 anni, nel 1980. Il mio primo sport, quand’ero in Germania, è stato il basket in carrozzina, con il Monaco. Al mio ritorno a Catania, sono stato il primo atleta dell’associazione Iride: ho praticato tennistavolo, nuoto, atletica leggera, sollevamento pesi…»

I risultati non sono mancati: «Ho vinto tre volte il doppio a livello nazionale con il mio compagno di squadra Carmelo. Dal 1999 al 2013 sono stato campione d’Italia di pentathlon, sia con la società sia individualmente. Ho vinto tre mondiali di sollevamento pesi e varie maratone; a New York sono stato 8º, 6º e 4º assoluto tra i 5 mila top runner disabili».

L’ultimo impegno di Barcella è stato il progetto DiveActive (ideato da Studio Intersviluppo e con l’associazione Life come capofila): «Si tratta di un progetto – chiude Carmelo Barcella –legato a un corso che io e altri 12 ragazzi abbiamo seguito. Al termine, abbiamo conseguito la qualifica di operatori turistici guide subacquee, ci siamo costituiti in cooperativa e stiamo avviando una start up turistica: io curerò l’ufficio stampa».

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