«Grazie alla Lazùr sono riuscita a unire la mia vita con la pallacanestro»

Se la guardi dalla tribuna, può sembrare una ragazzina delle giovanili alla prima convocazione con le grandi: gli almanacchi le accreditano 164 cm d’altezza. Ma quando prende la palla a spicchi in mano, il suo talento non può fuorviarti. Marija Eric, occhi azzurri risaltati da una leggera matita, 31 anni, una vita girando i palasport di mezza Europa, quest’anno giocherà con la Lazùr, nel campionato che raggruppa le società di B e C. E sarà la leader in campo della squadra allenata da Gianni Catanzaro.

«La mia scelta sarà strana per molti – spiega prima dell’amichevole di sabato a Palermo –, per me no: è quello che volevo. Quest’anno voglio dedicarmi alla mia vita, ma non abbandonare la pallacanestro e, tramite amicizie, sono entrata in contatto con la Lazùr. Ho accettato di far parte della squadra, così sono riuscita a unire la mia vita con la pallacanestro».

L’accoglienza è stata ottima, anche perché tutte le compagne la conoscono per averla vista giocare in Serie A1 per la vicina Priolo. «In questa squadra c’è un ambiente familiare e carino, si lavora bene – prosegue l’ex nazionale serba –. Hanno dei progetti ed è bellissimo visto che in Europa la pallacanestro non sta andando bene, ma c’è chi crede ancora nei settori giovanili e investe sulle ragazze. Spero che la stagione inizi bene e abbia una fine ancora migliore, ma l’importante è che il percorso sia sereno in campo e che ci si diverta. È una situazione nuova, ho tanta voglia di dare una mano e trasmettere quello che a me è stato trasmesso da chi è più bravo. Voglio dare qualcosa a questa squadra».

Ecco la questione della leadership: le sue qualità creano l’aspettativa che possa essere un’allenatrice in campo, un’assistente dei coach Catanzaro e Parisi. «L’ho fatto sempre – ammette –, ce l’ho nel sangue. Voglio capire se le mie compagne sono disposte e accettare i miei consigli».

In attesa del calendario della Serie C, si pensa già alla sfida contro le biancoverdi priolesi. «Mi emoziono a parlare di Santino Coppa – puntualizza, parlando del suo ex coach –: è difficile da capire, ma ha tanto dentro e chi lo capisce riesce ad amarlo. È una delle persone più importanti della mia vita, sono legatissima a lui. Ho capito la sua scelta di rinunciare al campionato di A1, è la cosa migliore per il momento, e lui ha capito la mia scelta. Gli auguro tutto il bene del mondo».

Se il futuro di Marija sarà nel basket, farà l’allenatrice dei più piccoli: «Sicuramente – conferma –, è la mia passione, impazzisco per i bambini! Però la vita di oggi non è un gioco, bisogna capire cosa fare per andare avanti, con umiltà, pazienza e intelligenza». Tre aspetti che lei rispecchia in pieno.

da La Sicilia, p. 48

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