«Giarre unito e con ottime motivazioni»

Venti giorni separano le 12 squadre di Serie C regionale dall’inizio del campionato: sabato 18 ottobre PGS Sales-Spadafora aprirà l’ultima annata della massima serie regionale, così come l’abbiamo conosciuta dal 1994-‘95 ad oggi. Ancora molte squadre sono in costruzione o devono svelarsi, mentre solo alcune sono già pronte e ambiziose.

Giarre è stata tra le primissime a darsi un programma per quest’anno: ha riportato in panchina Pippo Borzì, quasi fermo da quattro anni e ora pronto ad abbracciare il progetto del presidente Giovanni Spada, e confermato in blocco la squadra.

«Già c’eravamo allenati a luglio – spiega Borzì prima dell’amichevole di sabato contro Acireale – e le mie impressioni non sono cambiate. L’ambiente è eccellente, il gruppo è invariato, eccetto la cessione di Minardi e il ritorno di Spina da Fiumefreddo. Trovo la squadra molto unita e con delle ottime motivazioni, con valori corretti, si sono rinforzate le mie impressioni iniziali sulle qualità dei ragazzi. Ad esempio, su Maccarrone si può lavorare e Caminiti è intelligente e disponibile, da serie superiore. Giochiamo a velocità più alte rispetto a quanto erano abituati l’anno scorso e le amichevoli sono state positive. Giovedì contro Acireale è stata una partita divertente». Non è andata meglio la sfida del PalaVolcan: la presenza del nuovo pivot granata Kevin Cusenza e l’assenza dei lunghi giarresi Spadaro e Quattropani ha pesato sul pesante passivo finale.

Giarre è stata la prima tappa di Borzì in panchina: aveva 27 anni, veniva da otto stagioni di Serie B e iniziò a fare l’allenatore-giocatore con la locale Berloni, vincendo la Serie D. Fu il primo successo di una lunga serie per lui, che rivinse il massimo campionato regionale ad Acireale e a Ragusa.

«In settimana affronteremo il Cus Catania, andata e ritorno, e il 19 ottobre inizieremo il campionato contro Licata – chiude Borzì –, poi giocheremo contro Spadafora e Marsala; giocheremo contro le catanesi solo nella parte finale del calendario, ma non so ancora molto sulle avversarie».

da La Sicilia, p. 48

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