L’Orlandina fa suo il S. Ambrogio Agrigento quarta ma in crescita

È dal 1970 che il Trofeo “Mario e Iliano Sant’Ambrogio” fa da abbondante antipasto ai campionati di basket. Venerdì e sabato s’è disputata la 42ª edizione del torneo amichevole, vinta dall’Orlandina davanti ai padroni di casa della Viola Reggio Calabria, a Trapani e ad Agrigento. Dedicato a due membri di una famiglia importante per lo sport reggino, il Sant’Ambrogio era un torneo internazionale, diventato oggi punto di riferimento per le squadre siculo-calabre.

La Fortitudo Agrigento ha chiuso dunque al quarto posto, ma le indicazioni fornite dal parquet del Pianeta Viola non sono scoraggianti. «Dobbiamo cercare – aveva chiesto giovedì Franco Ciani, il coach agrigentino – intesa e fluidità di gioco, ma nello stesso tempo testare tutti i giocatori per l’impatto con questo livello e, magari, maturare una mentalità vincente nelle gare ufficiali».

«Se ci fermassimo al risultato – afferma Ciani dopo il torneo –, cioè due sconfitte di stretta misura, potremmo pensare a un bilancio negativo, ma credo che dal punto di vista del gioco la valutazione debba avere toni positivi. Sono state due partite-fotocopia: sono stati estremamente positivi i primi due quarti (e contro Trapani abbiamo dominato), con buon ritmo, scelte e pulizia delle azioni, raggiungendo il 60% al tiro da due e il 40% da tre; anche i quarti periodi sono stati positivi, per tenuta nervosa e per la bella reazione. Profondamente negativi i terzi quarti: hanno condizionato la partita, gli sforzi sostenuti nella prima metà gara ci fanno rientrare scarichi dagli spogliatoi; è un difetto, la preparazione ci porta a questo, ma miglioreremo. Considerando che siamo due-tre partite giocate in ritardo rispetto agli altri, abbiamo anche un ritmo di gara diverso. Dopo il torneo di Napoli stiamo cercando di giocare almeno un’altra partita».

La crescita dei singoli giocatori prosegue: «Abbiamo retto nei ruoli – chiude il coach –, la rotazione mi è sembrata emergere. Dudzinski è un riferimento offensivo, Williams cresce, Evangelisti è il terminale principale ma è indietro di condizione. Mi interessava che fossimo competitivi a questo livello. Infine sono contento dei giovani, che hanno un atteggiamento determinato».

Il venerdì le semifinali sono state avvincenti: 75-74 s’è conclusa la prima tra Orlandina e Trapani, partita all’ultimo respiro in cui esordiva Burgess (suo il tiro libero decisivo), Flynn e Freeman hanno dominato tra i paladini, Evans e Renzi sono stati fondamentali per i trapanesi. I padroni di casa hanno poi eliminato Agrigento: sull’82-79 è mancata la tripla del pari del play Alessandro Piazza, ma tutta la gara s’è giocata sul filo del pareggio, con Agrigento sempre avanti fino al terzo periodo, quando i reggini hanno capovolto la situazione.

Nella finalina, il 92-86 per i trapanesi di Lino Lardo è maturato dopo l’inizio tutta birra di Agrigento, che s’è portata in vantaggio grazie a transizioni e tiri veloci, rimanendo poi lucida, trovando spazi in contropiede e sfruttando tutte le occasioni. Cambia tutto dopo l’intervallo lungo: il granata Evans si scatena, il biancoazzurro Evangelisti tiene botta, ma dopo il pareggio sul 68-68 i trapanesi hanno completato il sorpasso. «Archiviamo un altro fine settimana positivo – ha affermato Lino Lardo –: siamo contenti di aver lottato alla pari con Capo d’Orlando e di aver vinto in rimonta contro Agrigento, mostrando personalità e carattere». L’Orlandina ha infine portato poi il trofeo a casa vincendo per 81-76 sulla Viola: Flynn e Hunt nel secondo periodo e Basile e Pecile nel terzo hanno fatto la differenza.

da La Sicilia, p. 46

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