Marcia per il clima: domenica cinque eventi anche in Sicilia

PALERMO – Si marcerà da piazza Duomo a Catania, da piazza Cairoli a Messina, dal tempio di Apollo a Siracusa, dai quattro canti di Palermo e da piazza del Popolo di Marsala. Ci sono anche questi presìdi siciliani tra i quasi tremila eventi che si terranno in contemporanea alla marcia del clima di New York. Domenica 21 settembre alle 13, in tutto il mondo, gli ambientalisti avranno gli occhi puntati sulla Grande mela, dove si svolgerà un vertice Onu sui cambiamenti climatici e dove un movimento popolare globale tenterà di far sentire la propria voce, affinché si ascoltino le cassandre che denunciano i pericoli dell’attuale sistema di sviluppo.

Sembra che il messaggio che stia passando è l’orribile detto “Non ci sono più le mezze stagioni”, ma il problema è ben più grave: l’effetto serra, lo scioglimento dei ghiacciai, le frequenti anomalie climatiche, l’acidificazione degli oceani sono tutti segnali che la maggior parte degli scienziati prende molto sul serio.

“Questa mobilitazione – scrivono su Avaaz, sito di petizioni online, i promotori – ha uno scopo preciso: dimostrare la nostra partecipazione in massa. Per ben 15 minuti i leader mondiali presenti al vertice dovranno starsene seduti ad ascoltare il nostro messaggio, le foto, i video e le voci dai nostri eventi nel mondo. Più saremo, più forte sarà il nostro appello ai politici a darsi una mossa”.

La petizione da cui parte la mobilitazione chiede ai leader internazionali di “trovare urgentemente un accordo su degli obiettivi realistici a livello globale, nazionale e locale per modificare rapidamente le nostre società ed economie per arrivare al 100% di energie pulite entro il 2050”.

Il vertice di New York, che si terrà martedì 23, parte però già zoppo. Malgrado l’impegno di Ban Ki-Moon, segretario delle Nazioni unite, non parteciperanno né India né Cina, Paesi che producono una fetta rilevante delle emissioni di CO2, e quindi questo viatico per il prossimo vertice internazionale (la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici a 15, o Cop 15) di Parigi 2015 rischia di risolversi in un altro buco nell’acqua, come il precedente a Copenhagen. In Francia, però, si dovranno definire le nuove politiche di riduzione delle emissioni che entreranno in vigore nel 2020, alla scadenza del Protocollo di Kyoto.

Al vertice di New York parteciperanno anche rappresentanti di spicco del settore privato: segnale della volontà di coinvolgere anche chi ha gli interessi maggiori nell’energia.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 8

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