Nova Virtus Ragusa i baby la vera forza

La linea della Nova Virtus Ragusa non cambia, malgrado la promozione in Serie C: la società iblea anche quest’anno darà spazio ai giovani cresciuti nel proprio vivaio, per il quarto anno di fila. Dopo la retrocessione dalla B Dil. e la difficile situazione legata agli sponsor, i movimenti in entrata hanno riguardato solo giocatori tornati a casa dopo esperienze altrove, come la guardia Andrea Sorrentino.

Proprio Sorrentino jr., però, quest’anno non ci sarà: ammaliato dalle sirene di Pippo Sidoti, ha accettato l’offerta di Patti e punterà alla promozione in Serie B. Massimo Di Gregorio, head coach per la terza stagione di fila, dovrà anche fare a meno di Giorgione Canzonieri, che andrà a studiare fuori dall’Isola. E quindi sul parquet andranno nuovi prospetti, su impulso del blocco delle retrocessioni.

In un certo senso, questa stagione sarà un déjà-vu dell’ultima apparizione ragusana in C nazionale: nel 2011-’12 Gianni Recupido sfiorò una salvezza che avrebbe avuto del clamoroso, con una squadra dalla media età inferiore ai 19 anni. Fu l’anno in cui Carmelo Iurato, Carlo Cassì e Lucio Salafia fecero il grande salto, in virtù dell’ottimo campionato disputato. Ora sono tutti in giro per l’Italia.

La guardia Iurato era il leader di quella squadra: «È stato l’anno più bello – ricorda –: ci davano per spacciati. Era bello vedere gente molto più grande ed esperta essere messa in difficoltà da quattro sbarbatelli di 16 anni: tutto merito del gruppo, la nostra vera forza. Conoscevo Salafia meglio delle mie tasche, eravamo una squadra costruita molti anni addietro. Peccato poi perché per un pelo non siamo riusciti in una vera impresa».

Ora, dopo le 12 partite (e tre triple) in DNA Gold con Barcellona, si metterà in gioco in Serie B: «Ho un difetto: mi affeziono alla gente e ai posti dove sto bene. Barcellona era uno di quelli, la gente riusciva a farti sentire a casa. Con coach Calvani ho giocato molto di più che con Perdichizzi, anche da titolare, togliendomi qualche soddisfazione. Quest’anno invece ho deciso di sposare il progetto di Agropoli, potrò avere molta visibilità e l’allenatore è davvero in gamba. Ragusa spero riesca a fare una squadra un po’ più matura, ma è difficile dato che mancano i soldi».

«Lo scorso anno – aggiunge il pivot Lucio Salafia – non ho messo piede in campo a Verona, ma è stato tutto sommato positivo, perché quando lavori in un certo modo, con certi allenatori e compagni non puoi che migliorare e apprendere tanto. Quest’anno avrò più opportunità a Isernia, in B, e saprò dimostrare cosa so fare e cosa ancora devo migliorare. Spero che Ragusa faccia un buon campionato, anche se ha una squadra giovane sono comunque tutti giocatori validi».

Carlo Cassì (figlio di Peppe, bandiera di Ragusa e Trapani), infine, fa l’Under-19 con la Luiss Roma e ha giocato una manciata di minuti nella squadra che è stata ripescata in B dopo la finale play-off.

da La Sicilia, p. 39

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