Neanche l’azionariato popolare salva Gela

L’ottava stagione di fila in Serie C nazionale del Basket Gela sembra solo un miraggio lontano. Per una città che rimane in attesa dell’Eni per salvare la principale fonte di lavoro, lo sport diventa un lusso che non può più essere sostenuto. E così nemmeno 90 persone hanno ascoltato l’appello di Totò Bernardo, direttore generale della società biancazzurra che ha lanciato l’azionariato popolare per salvare il titolo di quarta serie.

Negli ultimi anni sono scomparse dalla mappa cestistica isolana la Virtus (femminile, nel 2010), l’Azzurra 2000 (maschile, nel 2012) e pochi giorni fa la Studentesca, che nel recente passato ha disputato per tre stagioni la Serie C regionale. Eppure, la passione per il basket non sembra sopita: al memorial Enrico Cannadoro, torneo 3vs3 in onore di un dirigente storico della formazione gelese, sono intervenuti tantissimi ragazzi ed è stata una lunga giornata di divertimento sotto il sole, insieme anche a due arbitri gelesi, Antonio Giordano e Giuseppe Caci, rispettivamente promossi in Serie B e Serie C nazionale.

«Ma nonostante tutto questo – ha scritto Bernardo dopo il torneo –, nessun segnale di aiuto al Basket Gela. L’azionariato popolare si è bloccato a quota 85. Se non ci sarà un’accelerata entro qualche giorno, tutto sarà finito». Il termine ultimo per tracciare un bilancio è stato fissato a Ferragosto: a quel punto si saprà se la bandiera sarà ammainata.

«La classe politica ha fatto la sua parte – ha spiegato Bernardo in settimana proprio a “La Sicilia” – anche se la vera sfida forse epocale sarebbe stata quella di destinare parte delle royalty della raffineria allo sport, finanziando solo i progetti credibili mirati alla crescita dei tanti talenti della città».

Le famose royalty (a ondate protagoniste del dibattito politico regionale) rimangono solo un sogno, la realtà dura è che il roster inizia già a sfaldarsi (Grillo ha firmato per Scauri, Occhipinti andrà a Santa Croce) rischiando di far perdere un patrimonio che include anche alcuni dei campioni regionali Under-19 nel 2011 e 2012. E se si dovesse chiudere con la C, si potrebbe ripartire dalla Prima Divisione, dalla Promozione o dal settore giovanile: sarebbe l’anno zero.

La Sicilia, p. 36

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