Capo d’Orlando torna in serie A1

La ComTec ha dato il via libera al ripescaggio, così venerdì l’Orlandina ha riabbracciato la Serie A persa 6 anni fa. Tredicimila abitanti, un lungomare attrezzato di 5 km e una passione per il basket instillata dal sindaco-presidente, Enzo Sindoni: questa è Capo d’Orlando, la città più piccola che ospita una squadra professionistica di basket. E al PalaFantozzi s’inizierà il 12 ottobre, contro Pistoia, la quarta stagione dei biancazzurri tra le grandi d’Italia.
«Non ci faremo trovare impreparati»: Peppe Sindoni, general manager dei paladini, si occuperà del mercato per consegnare al coach Giulio Griccioli un roster per puntare alla permanenza. «Non ci sono acquisti imminenti – ci dice – ma il coach, dopo dieci giorni, mi ha detto che non aveva mai visionato tanti giocatori nella sua vita: noi vogliamo fare i passi giusti, la fase di selezione dev’essere accurata per evitare errori». Al momento, le ufficializzazioni riguardano l’arrivo della guardia Austin Freeman e le conferme di Gianluca Basile e Dominique Archie.
«La conferma di Nicevic arriverà nei prossimi giorni – aggiunge Sindoni -. Da più parti si parla di Soragna: noi faremo la nostra proposta per proseguire l’accordo, su basi diverse rispetto allo scorso anno».
La Lega Basket dà la possibilità di scegliere tra due formule per tesserare i giocatori stranieri, in modo da tutelare anche gli italiani: «Siamo orientati al “5+5” (cinque di formazione italiana e cinque stranieri), nel caso in cui trovassimo un play italiano che soddisfi le caratteristiche che cerchiamo: è la formula migliore per un progetto importante».
In attesa di costruire il roster, è utile comunque dare uno sguardo al passato per capire il futuro: nell’ottobre 2008, il Tar del Lazio escluse l’Orlandina per un debito previdenziale non saldato. La società ripartì un anno dopo dalla C Dilettanti (la quinta divisione) e in soli sei anni, passando da due promozioni e due ripescaggi, si è ripresa ciò che le è stato tolto a tavolino.
In questi sei anni l’Orlandina ha avuto modo di costruire un progetto a lungo termine: «Dal punto di vista sportivo questo è l’anno zero – pensa il gm dei biancazzurri -, bisogna trovare delle nuove basi tecniche. Ciò che darà continuità è la gestione societaria. Continuiamo il discorso avviato nel 2012, con una gestione più accurata dell’aspetto dell’immagine, del marketing, della qualità dei servizi offerti al PalaFantozzi. In questo modo Capo d’Orlando può consolidarsi in serie A in maniera importante. Il budget che avremo a disposizione è frutto di uno studio accurato, opereremo senza fare follie, ma il livello organizzativo-gestionale dev’essere di alto livello, competitivo rispetto ai top club: non vogliamo fare le comparse».
E ciò dovrà riflettersi anche nel lavoro per il futuro: l’Orlandina è campione regionale in carica di tre categorie giovanili, le principali: «Vincere un titolo non è il fine ultimo: lo è costruire giocatori di qualsiasi livello».

da La Sicilia, p. 37

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