Fort. Agrigento sarà rivoluzione

Quando ha rilevato la Fortitudo Agrigento, il patron Salvatore Moncada ha voluto puntare in alto. Sfidando avversarie più rodate, il quintetto biancazzurro è asceso dalla C1 all’A2 Gold in sei anni; ma la società ha costruito anche un movimento giovanile sempre più solido, affidato negli ultimi tre anni alla supervisione di Riccardo Cantone (vicino al rinnovo del contratto).
Fino allo scorso anno, la vetrina per i più grandi era la Dnc dell’Empedocle, che però non parteciperà al prossimo campionato senior. «Abbiamo iscritto – spiega il vice presidente della Fortitudo e anima della società empedoclina, Angelo Iacono – otto squadre giovanili, di cui due ai campionati d’Eccellenza; l’Empedocle invece farà solo l’Under 15 e l’U. 13, oltre al minibasket. Il nostro gruppo di punta è formato dai ’98, che farà l’U. 19 regionale e l’U. 17 d’Eccellenza».
S’è sempre cercato di ritagliare uno spazio per i prodotti del vivaio in prima squadra e forse anche quest’anno ce ne sarà uno: Andrea Portannese (fratello di quel Marco che da poco ha firmato per la Virtus Bologna). «Andrea – spiega coach Franco Ciani, che è alla quarta stagione alla guida della prima squadra – è un prodotto locale e può essere valorizzato, il lavoro con lui può andare avanti bene». Per otto stagioni in squadra c’è stato anche un altro siciliano, agrigentino d’adozione, Peppe Anello, che ha firmato la settimana scorsa per Udine in Serie B. «Seguirò la squadra da tifoso – prosegue il tecnico friulano – perché con Anello andrà probabilmente anche Di Viccaro. Le regole sull’età ci hanno obbligato a lasciare libero qualche giocatore che ha rappresentato storicamente la crescita agrigentina. Sono contento però che trovino collocazioni importanti in un periodo difficile: ciò testimonia la loro bontà tecnica e professionale».
Mentre il settore giovanile si sta definendo, al momento, il mercato in entrata è in fase di «riorganizzazione». «La nostra linea guida – indica il direttore sportivo Cristian Mayer – è stata stravolta dalle partenze di Mian e Mocavero. Avevamo un’idea di squadra ben precisa e volevamo mantenerla e questo ci ha spiazzato». Fabio Mian, un lusso per le minors, dopo la tournée in Cina con la Nazionale sperimentale, si è accasato in A1 a Cremona, mentre Fabio Mocavero ha firmato per Monteroni per motivi personali. Nemmeno Vaughn rimarrà: le sirene della Serie A lo hanno ammaliato. «Non avevamo tante speranze – ammette Mayer – tutto si sta muovendo in fretta e c’è poco tempo per pensare».
Per ora, dunque, ci si accontenta delle importanti conferme del play Alessandro Piazza e del lungo Quirino De Laurentiis. I nomi che girano per presentarsi al meglio all’esordio in seconda serie sono comunque interessanti: le guardie Andrea Saccaggi (scuola Treviso, ex Omegna) e Federico Vai (ex Robur Varese), le ali Marco Evangelisti (che fece le fortune di Trapani) e Mattia Udom (scuola Siena).

da “La Sicilia”, p. 38

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