Sve, ecco le istruzioni per l’uso per un’esperienza oltre i confini

PALERMO – Riempire la valigia e mollare tutto è un pensiero diffuso tra i giovani siciliani. Il rischio del salto nel vuoto è però una paura che frena la maggior parte: “E se poi finisco a fare il cameriere in un ristorante italiano?” Chi ha inventato il Servizio volontario europeo (Sve) ha pensato anche a quest’aspetto fondamentale, dando la possibilità di affrontare una nuova esperienza all’estero ma con molte sicurezze.

Come funziona. Si parte per pochi mesi, tra i due e i dodici, per fare un’esperienza legata al volontariato. Il potenziale volontario deve partire attraverso un’organizzazione (sending organisation, in inglese) e dev’essere ospitato da un altro ente (hosting organisation), entrambi accreditati e quindi giudicati idonei a svolgere questo tipo di attività. L’elenco degli enti accreditati è presente sul sito della Commissione europea (http://europa.eu/youth/evs_database), ma nel momento in cui ci si mette in contatto con le principali sending organisation possono essere loro stesse a fornire una lista di progetti a cui partecipare.

Cosa si fa. Tutto parte da un progetto, che dev’essere approvato. Solitamente, i temi sono legati al terzo settore: “cultura, gioventù, sport, assistenza sociale, patrimonio culturale, arte, protezione civile, ambiente, sviluppo cooperativo” sono alcuni degli ambiti segnalati dal sito italiano dedicato allo Sve. Il volontariato non sconfina però negli ambiti più adatti alle emergenze o alla protezione civile, quali aiuti umanitari o in seguito a catastrofi.

Chi è coinvolto. Lo Sve è rivolto a giovani residenti in uno dei Paesi dell’Unione europea, tra i 17 e i 30 anni; il 31° anno non dev’essere compiuto prima dell’approvazione del progetto scelto. Le candidature hanno scadenze periodiche; tre volte l’anno per i progetti europei (1 febbraio, 1 maggio e 1 ottobre), due per i progetti extra europei (inizio estate e in autunno). Si può partecipare solo una volta.

Quanto si guadagna. In realtà, lo Sve non si configura come un lavoro vero e proprio. Tuttavia, non è nemmeno un volontariato “a fondo perduto”: ci sono una serie di rimborsi che garantiscono ai partecipanti un dignitoso stile di vita. Il 90 per cento delle spese di viaggio andata e ritorno sono coperte; il vitto e l’alloggio al 100 per cento; inoltre ogni volontario ha un pocket money mensile, ovvero un rimborso spese che si adatta alla qualità della vita del Paese ospitante. Inoltre è gratuito il corso di lingua per ambientarsi rapidamente.

Cosa serve. Per iniziare bastano un curriculum vitae e una lettera motivazionale in inglese o, se richiesto, nella lingua del Paese ospitante. La lettera non dev’essere generica, ma specifica per il progetto per il quale si candida: è uno dei punti di forza per essere scelti. Si può richiedere anche una foto o la compilazione di un formulario personalizzato. Infine può essere richiesto un colloquio preliminare.

Qual è il supporto. C’è sempre qualcuno pronto a supportare i volontari dello Sve: le organizzazioni ospitanti mettono a disposizione un “mentore” che si occupa dell’assistenza personale e nello svolgimento dell’esperienza. Inoltre il supporto è offerto anche per compilare e creare il certificato che chiude l’esperienza, lo Youthpass, che contiene tutte le competenze apprese e messe in atto. Infine, tutti i volontari sono coperti da assicurazione. 

PALERMO – Nato nel 1998, lo Sve è inserito nell’azione chiave 1 (mobilità degli individui) del programma Erasmus+. Precedentemente, nella programmazione settennale 2007-2013, era inserita nell’azione 2 di Gioventù in Azione (Youth in Action, YiA). Gli obiettivi sono identici: l’impegno a sviluppare il senso di cittadinanza attiva europea, stimolando nel contempo solidarietà e tolleranza.

Il sito ufficiale italiano è www.agenziagiovani.it/serviziovolontarioeuropeo.aspx, ospitato dall’Agenzia nazionale per i giovani (Ang), ente attuatore in Italia del nuovo programma della Commissione europea. Il portale più completo sul tema è www.serviziovolontarioeuropeo.com, gestito dall’associazione Scambi europei.

Recentemente, Androulla Vassiliou, commissaria europea responsabile per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, ha affermato che il nuovo programma coinvolgerà un numero maggiore di giovani nella mobilità europea; non esistono però numeri ufficiali sulla portata dello Sve. (rq)

dal Quotidiano di Sicilia, p. 23

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