Raffineria di Gela, dopo gli annunci si attendono fatti

GELA (CL) – I lavoratori del petrolchimico Eni di Gela vengono da una settimana di annunci. Prima il tavolo tecnico anticipato dal governatore Rosario Crocetta, poi, sabato, è arrivata la dichiarazione chiave di Claudio Descalzi, amministratore delegato Eni: “Non abbiamo intenzione di andarcene da Gela né vogliamo toccare l’occupazione. Abbiamo intenzione di investire 2,1 miliardi in diversi progetti, tra i quali la trasformazione in raffineria verde per riconvertire il personale”.

Alle parole dell’ad, pronunciate al fianco del premier Matteo Renzi durante una missione in Mozambico, dovrà seguire un segno concreto e fino ad allora, ovviamente, lo stato di agitazione prosegue. I sindacati infatti non si fidano, non hanno digerito gli annunci di grandi investimenti nel Sud del continente africano e hanno confermato lo sciopero del 28 luglio a Gela e la manifestazione del giorno successivo a Roma. A Gela potrebbe essere presente anche Susanna Camusso.

La politica s’è mossa attraverso il deputato Udc Gianpiero D’Alia, che ha presentato giovedì un’interrogazione a risposta orale alla Camera. “Eni – spiega l’ex ministro al QdS – non è un imprenditore privato; è il più grande gruppo imprenditoriale italiano finanziato dallo Stato. Se l’Eni si era assunta l’obbligo di fare un piano d’investimenti e di rilancio del petrolchimico e aveva previsto 700 milioni di euro, intanto è corretto che si dica perché si cambia rotta e qual è la reale ragione. Se gli investimenti non sono remunerativi né per il settore energetico, né per l’interesse nazionale, è chiaro che si debba cambiar rotta. Ma facendo un altro tipo d’investimenti, in vista dell’approvvigionamento energetico da fonti alternative ad esempio”.

“È giusto – ha proseguito D’Alia – che di tutto ciò sia messo al corrente il Governo regionale, che si sta muovendo con sufficiente tempestività, l’Ars e le istituzioni, oltre alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori. Bisogna comunque che queste risorse restino in Sicilia e rimangano produttive, non assistenziali. Dev’essere fatta una discussione su tutta la parte relativa agli investimenti nel settore energetico: da un lato siamo donatori d’energia, dall’altro ci siamo caricati per decenni dei danni ambientali. Oggi è giusto che si trovi un nuovo equilibrio. Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, dovrebbe venire a Gela nel suo giro agostano: se ciò si verificherà è un’ottima notizia”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 8

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