Pietro Marzo: «Acibasket, va’ avanti!»

I granata solo etnei (più Moretti) al di là delle aspettative… «Siamo stati la rivelazione del Girone»… «Spero che Acireale dia continuità, magari vada in B grazie a un imprenditore»… Le ambizioni di Giarre… «Sono legato a Paolo Panebianco»…

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Pietro Marzo durante la gara-2 in semifinale play-off DNC (foto Valentino Criscione)
Pietro Marzo durante la gara-2 in semifinale play-off DNC (foto Valentino Criscione)

Incontro Pietro Marzo a Roma, in un giorno di sole che fa da contraltare al tempo uggioso in Sicilia. Mentre i ciclisti di tutt’Italia partono per la Ciemmona verso Ostia, l’argomento della conversazione scivola da subito sul basket, in una stagione per lui molto particolare: complice un master alla Luiss, ha vissuto sull’asse Fiumicino-Fontanarossa per studiare di settimana e scendere in campo nel weekend con il Basket Acireale. Doveva essere una stagione di transizione, e invece i granata hanno chiuso quarti, sono usciti in semifinale play-off contro la campionessa del girone, l’Aquila Monreale-Palermo. Il tutto schierando una squadra solo etnea (con Moretti unico “straniero”) e dalla media età ai minimi.

«È stato un campionato abbastanza impegnativo – esordisce –. All’inizio dell’anno non pensavo che sarei riuscito a dare continuità a questo percorso. Sapevo che le aspettative della squadra non erano simili a quelle dell’anno scorso, però durante l’anno si è creato un equilibrio. Il martedì e il mercoledì mi allenavo con i ragazzi della Luiss, il venerdì riuscito qualche volta ad essere ad Acireale. Oltre le aspettative dal punto di vista personale».

E dal punto di vista di squadra?
«Tutti i ragazzi hanno dato un apporto importante. All’inizio dell’anno gli addetti ai lavori pensavano che dovessimo arrivare ultimi. Ma il campo ha dato un altro verdetto. Se a metà anno non fossi uscito per infortunio e i ragazzi non si fossero disgregati, perdendo due-tre partite alla portata, potevamo anche arrivare terzi. Siamo stati la rivelazione, me l’hanno detto in molti. Dietro le grandi c’eravamo noi, davanti Cosenza, la Vis, la Green. Spero che si vada avanti con questo gruppo che ha dimostrato di poter dire qualcosa in questo campionato».

Com’è stato il passaggio da Peppe Foti a Gaetano Russo?
«Gaetano lo conoscevo da quando feci il raduno con le rappresentative giovanili: con lui vincemmo il torneo delle Province, contro Palermo. Peppe ha raccolto quanto di buono fatto negli ultimi anni, siamo stati tutti felici. Acireale è una grande famiglia. Gaetano è stato all’altezza del compito per cui è stato chiamato, ha dimostrato di sapere il fatto suo».

Già si vocifera di possibili defezioni di squadre eccellenti. Qual è la tua opinione sulla congiuntura attuale del basket?
«La situazione è disarmante. Le voci di maggio non corrispondono spesso a quelle di settembre, ma pare che molte società stiano chiudendo o siano in forte difficoltà e non riescano a progettare. Ci sarà un ricambio, Siracusa e Ragusa saliranno, altre scenderanno; non si sa bene cosa farà Barcellona… Spero che Acireale dia continuità. Se dovesse decidere di non iscriversi al campionato la massima espressione catanese sarebbe la C2. Credo che Catania meriti di più, abbiamo tecnici e materiale umano. Non è da sottovalutare Giarre, che dopo la scommessa di quest’anno, pare stia programmando per fare una stagione con un minimo d’ambizioni in più. Spero che Acireale faccia la B, che qualche imprenditore venga in soccorso, perché la società è pronta e ci sarebbero anche le basi per impostare questo discorso».

Sul tuo futuro c’è un punto interrogativo? Faresti anche l’allenatore?
«Due anni fa ho fatto il corso di allenatore, non so se farò il secondo. Certo, ancora mi sento più giocatore, non ho mai avuto esperienze da tecnico, mi piacerebbe seguire un gruppo, credo che potrei trasmettere un po’ d’esperienza. L’anno prossimo devo capire cosa fare della mia vita dal punto di vista professionale. Laddove fossi in Sicilia, mi sento legato alla società Acireale, a Paolo Panebianco e al pubblico che è stato fantastico quest’anno, come lo scorso. Se dovessero esserci però problemi o dovessi ricevere richieste dal piano di sopra… ci penserei».

In tutto questo, ciò che rattrista è il rallentamento del progetto avviato nel 2011 e che aveva spinto Acireale a due finali di fila dei play-off di DNC. La crisi, malgrado gli annunci extrasportivi, continua a peggiorare, ma fermare il consolidamento della posizione in quinta serie sarebbe l’ennesimo stop per un movimento che vive ormai solo di strappi.

da Basket Catanese

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