Non solo mare nelle tele di Larraz

CATANIA – Chi è nato in un’isola lo sa: il mare ha un ruolo determinante, è un tema che va toccato necessariamente, da cui tutto parte. Ed è il blu delle onde che marchia le tele di Julio Larraz, ospitate dalla Fondazione Puglisi-Cosentino (in via Vittorio Emanuele 122) dallo scorso sabato all’8 giugno. La mostra, ad ingresso gratuito, si snoda su due piani rivelando tutte le sfaccettature della carriera dell’artista caraibico.

larraz

Nato all’Avana 70 anni fa, Larraz è partito da illustrazioni e disegni e, passando anche dalla scultura (di cui sono esposti anche tre esempi), è arrivato alla pittura su tela. Un centinaio di grandi fotogrammi trasmettono serenità, malgrado i temi non sempre pacifici. C’è Polifemo che scaglia i massi contro Ulisse, ma la nave fugge senza tensione. C’è Icaro che tenta di volare e si inabissa: è una meteora fiammeggiante, ma in mare si riduce a un sassolino che increspa appena le onde. C’è una donna che si nasconde voluttuosa tra le tende, sdraiata sul suo letto. E c’è anche il potere, che si esprime attraverso il capo militare che parla alla folla o i grandi yacht che veleggiano sul pelo dell’acqua.

Il gran numero di argomenti diversi che Larraz tocca rendono ancor più preziosa la mostra: dipinge anche di nature morte, si ispira al surrealismo guardando la terra da una villetta sulla Luna, usa un rosso contundente per un’arena andalusa prima della corrida o per la regina con l’amante-guardia del corpo.

La personale di Julio Larraz è promossa e curata dalla Fondazione Roma – Mediterraneo e organizzata da Civita Sicilia in collaborazione con la Galleria Contini di Venezia e Cortina d’Ampezzo. “Le sue opere – ha affermato alle agenzie Emmanuele F. M. Emanuele, presidente della Fondazione – a volte realistiche, a volte di sapore onirico, mostrano in gran parte il suo legame con il mare, che non è, in questo caso, il Mediterraneo, bensì l’Oceano Atlantico da una parte e il Mar dei Caraibi dall’altra, ma è comunque un bacino aperto che ispira il viaggio, l’apertura verso l’ignoto, il mistero dell’immenso e dell’inafferrabile, l’immaginazione”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 18

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