Indigenti, il Fondo europeo rinnova gli aiuti. 500 milioni di euro all’anno per i bisognosi

STRASBURGO (Francia) – Una media di 500 milioni di euro l’anno saranno dedicati dall’Ue ogni anno, fino al 2014, per gli indigenti sul territorio del Vecchio Continente. Le stime parlano di 120 milioni di europei a rischio povertà nel 2011: un quarto della popolazione, sicuramente in crescita nell’ultimo biennio. Il Fead (Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti) esiste dal 1987 ma le politiche d’austerity rischiavano di decurtarne l’importo, che è pari a 3,5 miliardi di euro fino al 2020.

fead

È l’europarlamentare del Ppe siciliano Giovanni La Via a parlarne: “Nel contesto di un bilancio che ha visto molte voci tagliate rispetto alla precedente programmazione – ha spiegato – siamo riusciti a difendere questo importante programma, di cui beneficiano direttamente milioni di famiglie in difficoltà in Europa, grazie anche al lavoro delle tante associazioni che lavorano sul territorio come le nostre Caritas e il Banco Alimentare”.

“Il nuovo programma Fead che ora abbiamo concordato – ha spigato invece la relatrice, la democratica irlandese Emer Costello, che ha presentato il testo al Parlamento europeo durante la seduta plenaria a Strasburgo – è la prima iniziativa europea specifica per aiutare le persone in situazione di privazione estrema, particolarmente per la povertà alimentare, per i senzatetto e per la povertà infantile in tutti gli Stati membri”.

La proposta della Commissione europea era di diminuire l’importo di un miliardo di euro, ma si è riusciti a mantenerlo invariato. Il programma sostituirà così il piano esistente di distribuzione di derrate alimentari progettato per utilizzare le eccedenze prodotte nell’ambito della politica agricola comune; si finanzierà anche la distribuzione di abbigliamento o materiale scolastico, oltre alle misure d’inclusione sociale per i più poveri. Il cofinanziamento Ue è dell’85 per cento, che sale di 10 punti per gli Stati che più stanno soffrendo la crisi.

“Il mantenimento dei fondi per il programma – ha proseguito La Via – è un fatto di alta rilevanza in un momento in cui la fiducia nell’Ue non è certo ai massimi livelli e dimostra con i fatti l’utilità dell’Europa”.

Tutti i problemi che hanno bloccato il testo nell’ultimo anno (era già stato vagliato lo scorso maggio, ma non si era riusciti a sciogliere molti nodi a causa del mancato accordo sul bilancio settennale europeo) dovrebbero essere sciolti al momento dell’approvazione formale del Consiglio europeo. Intanto, si applicheranno delle norme transitorie per non creare dei vuoti.

STRASBURGO (Francia) – Per le associazioni, l’accesso al Fead avviene attraverso i programmi nazionali dei singoli Stati, stabiliti di volta in volta. “Il Fondo – si legge nelle motivazioni del testo passato al Parlamento – si rivolgerebbe in maniera diretta agli indigenti o alle famiglie degli Stati membri la cui necessità di assistenza è riconosciuta dalle autorità nazionali o dalle organizzazioni partner, o in maniera indiretta attraverso la fornitura a persone senza fissa dimora o bambini di prodotti alimentari e beni. Gli Stati membri programmerebbero e fornirebbero l’assistenza in linea con i programmi nazionali e gli Stati membri o le organizzazioni partner sarebbero responsabili di definire i criteri per la ripartizione degli aiuti. Il Fondo verrebbe attuato attraverso la gestione concorrente sulla base di un sistema semplificato di attuazione della politica di coesione”.

Le organizzazioni destinatarie possono essere enti pubblici o ong, che possono sia distribuire i fondi direttamente che attuare dei programmi di inclusione sociale.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 23

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