Cammini francigeni, le vie dei pellegrini come nuovi itinerari turistici per la Sicilia

PIAZZA ARMERINA (EN) – Storia, turismo e religione hanno trovato un punto d’incontro sabato e domenica a Piazza Armerina, quando il convegno sulle vie e sui cammini di Sicilia ha presentato il progetto per la loro valorizzazione. L’associazione Amici dei cammini francigeni di Sicilia sta infatti conducendo lo studio e la mappatura delle vie antiche che permettevano ai pellegrini cristiani medievali di arrivare ai porti per imbarcarsi verso Roma, Santiago e Gerusalemme.

Oggi queste vie possono essere recuperate per farne dei percorsi turistici, che possano coinvolgere il territorio e permettere di riscoprire angoli della Sicilia messi fuori dai circuiti più famosi. Studiosi e docenti che si sono occupati dell’argomento nelle loro ricerche si sono così riunite per avviare una collaborazione estesa.

Proprio per questo gli organizzatori, tra cui il messinese Davide Comunale e la catanese Irene Marraffa, hanno riunito a palazzo Trigona i massimi esperti regionali in materia che hanno spiegato a un centinaio di persone obiettivi e mezzi per sviluppare questa nuova forma di turismo culturale. Grazie anche al supporto e alla presenza del sindaco di Piazza Armerina, Filippo Miroddi, si è riusciti a creare un dialogo anche tra le maggiori università siciliane.

Dall’ateneo di Catania era infatti presente Lucia Arcifa, da quello di Palermo sono intervenuti Aurelio Burgio, Alessandra Canale e Giusy Schirò, come rappresentante dell’università di Messina lo stesso Comunale. Ma anche Sebastiano Muratore (archeologo dall’università di Tubinga), Anna Trono (Università del Salento) e alcuni studiosi ed esperti di storia locale. La riscoperta storica dei cammini si è protratta anche con la visita della villa romana del Casale di Piazza Armerina, che era al centro di una rete viaria insieme all’insediamento di Sophiana, e con il forum-tavola rotonda della domenica mattina.

L’associazione Amici dei cammini francigeni di Sicilia non è infatti l’unica che si sta occupando del tema: c’è una rete di altri gruppi che ha così potuto fare il punto della situazione e presentare un accordo di rete operativa. L’accordo mira a scambiare e confrontare i progetti delle singole realtà e a sviluppare quindi una strategia comune, in vista anche della costituzione di un soggetto più forte e che possa definire dei progetti ancora più efficaci, al fianco anche della Regione.

PALERMO – I cammini francigeni sorsero nel medioevo su alcune vie battute già dai Sicani e dai Siculi. Collegavano i porti principali della Trinacria passando dall’entroterra, anche da zone che oggi sono fuori mano rispetto agli assi viari principali. Per esempio, Davide Comunale e Irene Marraffa, l’estate scorsa, hanno percorso quello che conduceva da Agrigento a Palermo passando da Castronovo di Sicilia. I pellegrini incominciarono a percorrerli nell’età Normanna, periodo nel cui sorsero i centri di ospitalità, chiamati hospitalia.

“L’obiettivo del pellegrino medievale – spiega Comunale al QdS – era raggiungere i porti per imbarcarsi verso i luoghi santi, Roma, Santiago de Compostela e Gerusalemme, e dalla Sicilia il punto di partenza migliore era Messina, sede delle principali commende degli ordini militari monastici. In età spagnola, dal XV al XVII secolo, i pellegrini optavano per percorsi meno lunghi e ardimentosi e grazie all’arrivo delle reliquie dei santi come San Giacomo Maggiore, presenti a Messina, convergevano lungo precisi itinerari alla città dello Stretto”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 18

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