Il gioco della pallacanestro e la vita reale

Catania, 19 gen. – C’è una differenza abissale tra il gioco della pallacanestro e la vita reale. Lo sport a livello dilettantistico regionale è un motivo di aggregazione sociale, di svago, di sfogo delle proprie passioni. È un gioco, e come tale, avendo raramente ricadute irreversibili nella vita di chi lo pratica, dovrebbe essere vissuto. Purtroppo non è sempre così.

Dopo le pesanti recriminazioni dell’FP Sport nei confronti del duo arbitrale che è stato designato per la fondamentale partita (persa) contro Cefalù,uno dei due fischietti, Alvin Perrone, è stato convocato insieme a Luca Attard per la sfida di oggi tra la squadra messinese e la Studentesca Licata. I padroni di casa hanno vinto, non c’è stata nessuna contestazione straordinaria o protesta eclatante. Eppure, all’uscita, l’arbitro catanese si è ritrovato l’automobile danneggiata, malgrado fosse parcheggiata all’interno del palazzetto: qualcuno ha deciso di fargliela trovare rigata.

Qualcuno, quindi, ha confuso la differenza tra gioco e vita: l’arbitro può sbagliare, può anche operare correttamente ma trovarsi una squadra contro per incomprensioni, ma alla fine della partita il gioco si conclude. Ed episodi diseducativi e inutilmente cattivi come questi non fanno che allontanare dalla vera essenza dello sport.

da RealBasket Sicilia

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