Muos, scelta l’Italia anche perché garantisce “flessibilità operativa”

NISCEMI (CL) – “Le autorità statunitensi prediligono l’Italia perché, come mi ha detto lo stesso funzionario militare, è ‘un Paese che offre sufficiente flessibilità operativa’. In altri termini, garantisce la libertà di fare ciò che si vuole con restrizioni e interferenze minime”.

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Non sono le considerazioni di un militante: queste parole sono tratte dall’inchiesta di David Vine, L’Italia dei marines, riproposta in Italia da Internazionale. Quattro pagine che tentano di spiegare perché gli Usa abbiano deciso di dislocare tante truppe nel Bel Paese: oltre alla vicinanza con le aree della Primavera araba, c’è ben altro. Vine, professore associato al college delle Arti e delle scienze dell’American University di Washington, è esperto della politica militare statunitense e l’inchiesta che ha scritto per il TomDispatch ripercorre le ultime decisioni, toccando anche temi cari ai siciliani come il Muos e Sigonella.

La “flessibilità operativa”, di cui gli parla il funzionario militare anonimo, sembra sempre più chiara. Dopo le continue marce avanti e indietro del governo regionale, culminate con la “revoca revocata” da Rosario Crocetta (a proposito delle autorizzazioni alla costruzione della base isolana del Mobile user objective system), negli ultimi giorni le parole del ministro della Difesa Mario Mauro hanno suscitato nuove polemiche: “Sul Muos – ha dichiarato, in visita a Palermo – la competenza specifica, innescata dal pronunciamento dell’Istituto superiore di Sanità, rimane delle autorità siciliane che hanno preso le loro decisioni. Come ministero della Difesa siamo quasi il contorno di una situazione che mi sembra sia stata comunque risolta”.

Che la situazione sia risolta è opinabile. Venerdì scorso, infatti, il Tar di Palermo ha accolto la domanda di sospensiva cautelare presentata dal comitato regionale siciliano di Legambiente sulla vicenda Muos di Niscemi (con l’ordinanza 695/13). La sospensione, resa pubblica dallo studio legale Giuliano, si riferisce proprio alla famosa “revoca revocata”, anche se “ai soli fini della fissazione della udienza di merito e senza sospensione degli effetti del provvedimento impugnato”. L’udienza, che riunirà anche altri ricorsi, si terrà il 27 marzo 2014. Per quel giorno sarà già tardi, ma l’ordinanza dà una speranza alla lunghissima battaglia giudiziaria, in realtà poco fruttifera, del fronte No Muos.

I lavori nella base di contrada Sughereta a Niscemi, intanto, continuano: il canale di Youtube “Antenne46” sta documentando passo passo l’avanzamento del cantiere, con gru e operai impegnati nell’allestimento delle antenne. D’altro canto, si è affievolita la protesta dei comitati spontanei, anche se è stata indetta una nuova mobilitazione per il 30 novembre a Palermo e si prosegue anche sul fronte del processo ai dieci attivisti che in estate si sono arrampicati su quattro antenne della base: sono stati accusati di interruzione di pubblico servizio.

La manifestazione di fine mese, intitolata “Liberi e sovrani”, punterà a risaltare la questione della sovranità, già messa in luce anche da convegni accademici (come quello di cui abbiamo riferito il 26 ottobre su queste pagine): “È una battaglia – spiegano gli attivisti – per la libertà e la sovranità di una terra che per troppi anni si è piegata alle volontà degli Usa, accettata supinamente dalle istituzioni nazionali e regionali”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 8

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