“Negazione delle cure mediche usata come arma da guerra”

DAMASCO (Siria) – Nel caos della guerra civile siriana, tra continui rimpalli di responsabilità e di accuse, è arrivata una denuncia dalla commissione d’inchiesta incaricata dal Consiglio dei Diritti umani dell’Onu di seguire il dossier siriano. Le accuse sono forti: “le forze governative e le milizie affiliate interferiscono e strumentalizzano le cure mediche per favorire scopi strategici e militari. Le prove raccolte dalla Commissione portano ad una conclusione sconvolgente: le forze governative hanno per politica di negare le cure mediche a coloro che si trovano nelle zone controllate dall’opposizione”.
Un’arma di guerra che si traduce anche in attacchi sistematici agli ospedali, anche da campo, con i caccia. Anche le forze anti-governative, tuttavia, si sono rese responsabili di alcuni attacchi agli ospedali.
“La negazione di cure mediche come arma di guerra – scrivono i membri della commissione presieduta dal diplomatico brasiliano Paulo Sérgio Pinheiro – è una realtà distinta e agghiacciante della guerra in Siria. Respingendo il principio inconfutabile e universalmente accettato che le persone ferite durante le ostilità devono essere trattati, le parti in conflitto in Siria stanno creando un pericoloso precedente”.
Sul fronte della guerra che potrebbe partire con l’intervento dei Paesi occidentali, invece, il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha incontrato a Ginevra il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov. L’incontro è stato “molto utile”, secondo Lavrov, e sarà ripetuto a New York. “Speriamo che la diplomazia eviti l’intervento militare”, è stato il commento di Kerry.
Il governo siriano, intanto, ha inviato una lettera all’Onu per aderire al trattato mondiale contro le armi chimiche. “È un passo importante – ha affermato Vladimir Putin, presidente della Federazione russa – verso la soluzione della crisi siriana, questo conferma le serie intenzioni dei nostri partner siriani a seguire questa strada”. L’eventuale adesione alla convenzione, però, non ferma gli attacchi di Bashar al-Assad contro i ribelli: “I terroristi – ha detto il presidente siriano – tentano di provocare l’attacco americano sulla Siria. Nessun Paese in Medio Oriente, prima di tutto Israele dovrebbe avere armi di distruzione di massa”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 24

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