L’Ue rinforza la direttiva sulla Via per valutare l’impatto ambientale

STRASBURGO (Francia) – Le discussioni in ambito europeo sulle valutazioni d’impatto ambientale (Via) proseguono e toccano anche il gas di scisto. Oggi la seduta plenaria del Parlamento europeo vota una relazione dell’eurodeputato trevigiano Andrea Zanoni (eletto con l’Idv) che riprende la proposta della Commissione Ue per la revisione delle direttive sulle Via di determinati progetti pubblici e privati.

La novità più importante è la proposta della commissione per l’Ambiente del Parlamento di estendere la Via anche alle estrazioni del gas di scisto. Questo gas metano ha acquisito una grande fama nell’ultimo decennio, soprattutto negli Stati Uniti e in Cina, ma negli ultimi anni l’interesse è aumentato anche nel Vecchio continente per la scoperta di alcuni giacimenti conservati in terreni d’argilla, soprattutto nell’Europa orientale.
La commissione per l’Ambiente ha proposto inoltre di intensificare la partecipazione dei cittadini alle Via, stabilire regole chiare per la risoluzione dei conflitti d’interesse tra le autorità competenti e i committenti e rinforzare i controlli sui progetti che hanno effetti negativi per l’ambiente. Le modifiche alla direttiva sull’impatto ambientale, infine, definiscono i criteri per la raccolta delle informazioni necessarie prima che un progetto pubblico o privato sia autorizzato.
L’obiettivo è ambizioso e la direttiva (introdotta 28 anni fa e modificata solo tre volte) è definita “gioiello della corona della politica ambientale dell’Unione” da Zanoni. Sono 200 le tipologie di progetti a cui si applica la Via, tra cui anche la costruzione di infrastrutture e le discariche. In Sicilia, le Via sono affidate all’assessorato del Territorio e dell’ambiente, che deve quindi raccogliere le informazioni necessarie prima di stilarle e quindi dare l’ok ai vari progetti.
Il testo che viene votato oggi a Strasburgo cerca di colmare le lacune riscontrate nel corso degli anni, aggiornando la direttiva con le strategie di Europa 2020 (come quella sulla protezione del suolo). Sono stati introdotti, ad esempio, tra i fattori da valutare anche la biodiversità, l’uso delle risorse naturali, i cambiamenti climatici e i rischi di catastrofi naturali e di origine umana.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 8

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