Studi di settore: 800 contribuenti in meno tra il 2010 e il 2011

PALERMO – Nel 2012, gli studi di settore in Sicilia hanno preso in considerazione 153.385 persone fisiche per l’anno di imposta 2011. Sono quasi 800 contribuenti in meno rispetto all’anno d’imposta precedente, un calo contenuto ma che, purtroppo, indica anche un calo dei ricavi o dei compensi medi dichiarati: -1,51 per cento, da oltre 97 mila a 95,6 mila euro (8.000 euro al mese). Sale impercettibilmente, invece, il reddito medio d’impresa o di lavoro autonomo: +0,2 per cento, rimanendo intorno ai 20,3 mila euro (1.700 euro al mese).
Gli studi di settore separano chi dichiara più di 30 mila euro e chi ne dichiara meno. Nell’anno d’imposta 2011, sono stati 98.347 le persone fisiche da 2.500 euro e oltre al mese. I ricchi di Sicilia sono però diminuiti di 894 unità rispetto al 2010.
È molto sopra la soglia dei 30 mila euro la quota media di ricavi e compensi medi per chi è considerato un contribuente “congruo naturale” (ovvero il suo ricavo sia maggiore o uguale a quello di riferimento puntuale). È una quota quasi stabile rispetto al passato, pari a 139,8 mila euro. In crescita del 0,5 per cento è il reddito d’impresa e lavoro autonomo: 32 mila euro pro capite.
La congruità dipende dalle caratteristiche strutturali dell’attività imprenditoriale o professionale esercitata e dai relativi elementi contabili, quindi non stupisca che i dati sono maggiori di chi è considerato non congruo e non adeguato. In discesa del 5,8 per cento, i ricavi e compensi medi sono pari a 143,5 mila euro; crollo verticale invece del reddito medio d’impresa e lavoro autonomo: -20,6 per cento, da 8,4 mila euro a 6,7.
Sale il numero di contribuenti con ricavi dichiarati che non superino i 2.500 euro al mese. Si tratta di 55.038 persone fisiche, 113 in più rispetto al 2010.
Salgono dello 0,8 per cento i loro ricavi e compensi, toccando quota 16.800 euro annuali, poco più di 1.400 euro al mese. Un +2 per cento abbondante invece caratterizza il reddito d’impresa e lavoro autonomo: 9.100 euro. Questo per ciò che riguarda persone fisiche considerate congrue naturali o per adeguamento, mentre i ricavi dei contribuenti non congrui scendono del 4,3 per cento (12.400 euro) e addirittura del 50,4 per cento per il reddito medio d’impresa (650 euro).

Divisione per province

In un quadro di segni negativi, i contribuenti residenti in provincia di Enna presi in considerazione dagli studi di settore sono gli unici che tra l’anno d’imposta 2010 e 2011 hanno registrato un incremento di ricavi e compensi dichiarati. Il +1,89 per cento portano la quota delle 5.238 persone fisiche a un ricavo medio di 91.130 euro annuali.
Il valore assoluto più alto, così come lo scorso anno, è appannaggio dei residenti nella Provincia di Trapani. È anche in crescita dello 0,69 per cento il ricavo medio pari a 104.410 euro. Sono invece in calo i contribuenti: 13.594, 252 in meno rispetto al 2010.
Il reddito d’impresa più alto si registra nel Palermitano (23.420 euro di media). Si equivalgono a Trapani e Caltanissetta gli aumenti percentuali del reddito d’impresa e di lavoro autonomo: +2,73 nella provincia nissena (19.190 euro) e +2,73 nella provincia trapanese (20.360 euro). Il valore assoluto nella punta occidentale dell’Isola è molto simile a quello della provincia di Catania, 20.390 euro, in crescita dello 0,74 per cento. Anche il numero assoluto di contribuenti nell’area etnea è il più elevato in ambito regionale: 35.030, malgrado il calo di 412 unità.
Proprio questa diminuzione è la più forte registrata in Sicilia. Il valore assoluto di contribuenti rimane quello dell’Ennese, mentre Siracusa è la provincia dove si dichiara la media di ricavi inferiore: 87.830 euro. Sempre nell’estremità meridionale è registrato il calo più consistente nei ricavi: -4,11 per cento in provincia di Ragusa, con 95.520 euro di media.
Registra il reddito d’impresa medio più basso sempre la provincia iblea (18.370 euro), ma il calo più consistente è a Siracusa: -2,59 per cento (19.590 euro).
Andando nel dettaglio proposto dagli studi di settore, tutte le province registrano un calo nel numero di chi dichiara oltre 30 mila euro, eccetto Siracusa che ne registra 50 in più. Tra chi ha raggiunto la congruità, un incremento deciso dei ricavi e compensi si registra sempre a Trapani, +3,6 per cento, con una media di 150.280 euro dichiarati. È lì che si annidano i Paperoni dell’Isola, anche in valori assoluti. Le imprese che hanno avuto ricavi più elevati, invece, si trovano a Palermo: 36.370 euro di media, malgrado il calo dello 0,63 per cento. Subisce pesanti perdite chi invece non raggiunge la congruità, anche del 31,3 per cento per le imprese e i lavoratori autonomi del Messinese (dichiarati 5.770 euro di reddito medio nel 2011). I leggerissimo attivo solo i ricavi e compensi medi dichiarati nel Nisseno e nel Siracusano.
Per chi dichiara meno di 30 mila euro l’anno, la Provincia di Palermo è quella che registra l’incremento più consistente in valori assoluti (11.710 contribuenti, 257 in più). I ricavi medi crescono un po’ ovunque, con il +2,66 per cento di Enna che spicca sulle altre province. Anche i ricavi delle imprese e dei lavoratori autonomi crescono, registrando l’accelerata più netta a Caltanissetta (+4,77 per cento). Anche chi non ha raggiunto la congruità e non ha ricavi superiori a 30 mila euro ha registrato pesanti perdite: drammatica è la situazione delle imprese e dei lavoratori autonomi a Ragusa, Palermo e Catania, in calo rispettivamente del 67, 66,7 e 72,3 per cento. I ricavi e compensi, invece, registrano cali più contenuti, i cui picchi si individuano ad Agrigento (-6,26%) ed Enna (-7,09%).

L’approfondimento

Lavoratori autonomi per settore di appartenenza

PALERMO – Gli studi di settore consentono di stimare i ricavi o compensi che possono essere attribuiti al contribuente, individuando le relazioni tra le variabili strutturali e contabili delle imprese e dei lavoratori autonomi, con riferimento al settore economico di appartenenza, ai processi produttivi utilizzati, all’organizzazione, ai prodotti e servizi oggetto dell’attività, alla localizzazione geografica e ad altri elementi significativi.
Al momento della dichiarazione dei redditi, gli studi di settore servono al contribuente per verificare la congruità: è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo studio; è congruo per adeguamento se indica i maggiori ricavi rispetto a quelli annotati contabilmente o registra i maggiori corrispettivi nel corso dell’anno; in tutti gli altri casi è non congruo. Inoltre si può stabilire anche la coerenza, cioè il comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore. L’applicazione degli studi di settore avviene attraverso il software Gerico.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 19

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...