Studi di settore, la crisi in corso pesa sulle società di persone

PALERMO – Nelle società di persone prevale l’elemento soggettivo, rappresentato dai soci, rispetto al capitale. Anche queste società che non hanno una personalità giuridica sono prese in considerazione dagli studi di settore, che in Sicilia ne hanno censite 27.410. Nell’anno d’imposta 2011, il numero è diminuito di 73 unità rispetto all’anno precedente. Il problema più grave, tuttavia, è una diminuzione generale dei ricavi e compensi medi dichiarati, oltre che del reddito medio d’impresa o di lavoro autonomo.
Nel computo totale, la media dei ricavi per società di persona è di 250.660 euro. La diminuzione rispetto all’anno precedente è del 2,55 per cento, in linea con la diminuzione del reddito d’impresa, pari al 2,04 per cento; i redditi sono scesi quindi da 27.800 euro a 27.310 euro. A tirar giù le medie ci pensano i contribuenti considerati non congrui e non adeguati. La media del reddito d’impresa e lavoro autonomo è addirittura negativa, -2.460 euro, ed è un tracollo pesante considerando che nel 2010 la media era pari a 650 euro. Anche i ricavi sono pesantemente diminuiti, del 12,6 per cento, fermandosi a quota 183.500 euro. Chi invece ha raggiunto la congruità (naturale o per adeguamento), ha perso solo lo 0,70 per cento dei ricavi (267.730 euro) e lo 0,57 per cento del reddito (34.800 euro).
A trascinar giù le statistiche ci pensano le tre più grandi province dell’Isola. Messina registra dati negativi in tutte le statistiche. Calano del 6,2 per cento i ricavi tra il 2010 e il 2011 e dal 2,4 i redditi. Scendono a 245.410 euro i ricavi dei contribuenti congrui (-1,9%) e a 159.990 euro quelli dei contribuenti non congrui (-24,72%); drammatica è la diminuzione dei redditi (-272% e valore negativo di quasi 2.800 euro per i non congrui, -2,26% per i congrui).
Palermo piange per il -2,84 per cento in meno nei ricavi e per il -2,46 per cento nei redditi. Per chi è congruo, però, i ricavi e compensi dichiarati sono aumentati dell’1,45 per cento, fino a quota di 288.930 euro, e sono rimasti costanti i redditi (38.250 euro). Anche qui è chi non raggiunge i dati medi stimati dallo studio di settore che fa abbassare le statistiche: -22,9 per cento nei ricavi (191.280 euro) e -509 per cento nei redditi (5.000 euro in rosso).
Catania, infine, ha registrato 5.436 contribuenti, che hanno perso l’1,51 per cento dei ricavi (243.950 euro) e il 3,54 per cento dei redditi (32.200 euro). Chi è congruo ha avuto il calo maggiore (-2,9% nei ricavi, -2,7% nei redditi), mentre chi non è congruo ha recuperato qualcosa rispetto al 2010 (+7,39% nei ricavi, a fronte di un dato negativo nei redditi).
La situazione è variegata nelle altre province. Spicca l’isola felice Caltanissetta, che registra il +4,6 di ricavi e il +4,4 per cento di redditi per le sue 1.280 società di persone. Solo i redditi dei contribuenti non congrui hanno registrato una diminuzione, fino a 470 euro di media negativa. Anche Agrigento sorride, perdendo l’1 per cento nei ricavi (dato condizionato dal -18 per cento registrato da chi non è congruo) e guadagnando il 3,4 per cento nei redditi (malgrado il solito dato negativo per chi non è congruo).
A Enna la crisi erode i ricavi (-8 per cento), ma premia i redditi (+0,5 per cento). La situazione è complementare a Siracusa: -2,6 per cento di ricavi e +1,8 per cento di redditi, malgrado un pesante calo per i contribuenti che non raggiungono la congruità. Infine, la situazione è difficile a Ragusa e Trapani, che registrano dati negativi sia per i ricavi (rispettivamente -2,3 per cento e -2,7 per cento) che per i redditi (-5,7 e -3,1 per cento).

Congruità dichiarazioni dei redditi

PALERMO – Gli studi di settore consentono di stimare i ricavi o compensi che possono essere attribuiti al contribuente, individuando le relazioni tra le variabili strutturali e contabili delle imprese e dei lavoratori autonomi, con riferimento al settore economico di appartenenza, ai processi produttivi utilizzati, all’organizzazione, ai prodotti e servizi oggetto dell’attività, alla localizzazione geografica e ad altri elementi significativi.
Al momento della dichiarazione dei redditi, gli studi di settore servono al contribuente per verificare la congruità: è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo studio; è congruo per adeguamento se indica i maggiori ricavi rispetto a quelli annotati contabilmente o registra i maggiori corrispettivi nel corso dell’anno; in tutti gli altri casi è non congruo.
Inoltre si può stabilire anche la coerenza, cioè il comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore.
L’applicazione degli studi di settore avviene attraverso il software Gerico.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 19

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