Notte dei musei dovunque, non in Sicilia

PALERMO – Oggi si potrà passare una notte al museo, non per vivere un’esperienza soprannaturale come quella di Ben Stiller nel film omonimo, ma per avvicinarsi alle bellezze dei beni culturali. Dove? Dovunque, ma non in Sicilia. È già la seconda occasione in cui l’iniziativa del ministero dei Beni e delle attività culturali poteva essere recepita nell’Isola, ma anche questa volta le ricchezze storiche andranno a letto presto anche questo sabato.

Un passo indietro. Al momento del lancio, il ministro Massimo Bray spiegò che l’evento “avvicina i nostri musei agli standard europei e intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza di questi luoghi, quali riferimenti essenziali per la promozione dei territori e dunque significativi veicoli di sviluppo economico. I cittadini e i turisti avranno la possibilità, fuori dai consueti orari di visita, di ammirare il patrimonio culturale dell’Italia”.

Ogni ultimo sabato del mese, quindi, dalle 20 alle 24 si possono visitare una serie di “luoghi d’eccellenza della cultura tra musei e aree archeologiche”. Il 27 luglio hanno aderito 38 istituzioni, oggi ne saranno aperte 41. Ma perché il progetto pilota non ha ampliato la sua azione anche in Sicilia?

La Regione più a Sud d’Italia è a statuto speciale, quindi anche per i Beni culturali la responsabilità di eventuali iniziative ricade sulle spalle dell’amministrazione retta da Rosario Crocetta. Dal ministero spiegano che non c’è un coinvolgimento diretto: l’evento è comunicato anche agli uffici di Palermo, ma è l’assessorato a dover portare avanti la candidatura di musei o siti archeologici che vogliano permettere l’accesso (a pagamento) ai turisti oltre l’orario di chiusura. Oggi sarà così in Sardegna, ad esempio: saranno aperti il museo archeologico di Cagliari e il compendio garibaldino di Caprera.

Tuttavia, dall’assessorato cadono dalle nuvole. Ci vuole un’autorizzazione firmata proprio dai dirigenti che si riferiscono a Mariarita Sgarlata, soprattutto perché bisogna anche impegnare delle risorse per pagare il personale che sarà impiegato per gli straordinari. Ma quest’autorizzazione non solo non è mai partita, ma pare che non sia stata nemmeno vagliata, anche se non ci sono dichiarazioni ufficiali in merito, perché tutti si passano la palla senza prendersi la responsabilità. Anzi, dall’assessorato c’è qualcuno che avanza l’ipotesi che siano proprio i siti archeologici e museali a non aver avanzato alcuna richiesta.

Il settore soffre di problemi atavici, non ultimo il rischio chiusura dei musei di domenica perché in vari siti il personale ha sforato il monte ore annuale; considerando che i dipendenti spesso assorbono più di quanto non si riesca a recuperare dalla vendita dei biglietti e spesso dai trasferimenti di risorse comunali, regionali e nazionali, si capisce la gravità della situazione. Che di certo non può migliorare chiudendo le porte quando i turisti si aspettano che siano aperte.

Intanto, anche questa notte al museo è saltata. Ce ne sono altre quattro per recuperare: il 28 settembre (ultima utile per i siti archeologici), il 26 ottobre, il 30 novembre e il 28 dicembre.

PALERMO – I musei siciliani rimandano giustamente la palla all’assessorato. Un turista che voglia andare a visitare alcuni tra i più importanti siti e si sia informato ieri verso le 13, chiamando ai numeri istituzionali, si sarà sentito rispondere una variegata gamma di obiezioni.

Il museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa, che conserva reperti preistorici e dell’età classica, normalmente chiude alle 18 tra il martedì e il sabato e la domenica è aperto solo di mattina. Al telefono confermano che non è arrivata alcuna disposizione dall’assessorato per la partecipazione all’evento, ma che qualcosa sarebbe potuto cambiare di lì a stasera.

Chiudono ogni possibilità al prezioso castello della Zisa di Palermo, gioiello della dominazione normanna. Nemmeno lì è arrivata un’allerta dall’assessorato e ormai era troppo tardi per allertare il personale.

Ancora più tranciante la risposta dal museo civico del castello Ursino di Catania, che chiude ogni giorno alle 19 e la domenica è aperto solo di mattina. “Nessuna comunicazione” e non c’è nessuno che sappia alcunché della manifestazione.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 18

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