Italiani, un popolo non più nomade

PALERMO – Gli italiani non sono più un popolo nomade in estate. La crisi ha diminuito le peregrinazioni di chi decide di allontanarsi da casa per godersi le ferie e dare alla vacanza il significato figurato di essere “vacanti” dal proprio ambiente abituale. Due studi di associazioni di consumatori, la Federconsumatori e il Codacons, hanno infatti dato un primo bilancio del turismo italiano da giugno a Ferragosto e, come prevedibile, la crisi ha frenato le partenze.

L’Osservatorio nazionale Federconsumatori (Onf) definisce un “disastro totale” giugno e “pessimo” luglio. Solo 19,2 milioni di italiani, il 32 per cento, è partito infatti per le tradizionali vacanze estive di almeno una settimana. Dal 2008 a oggi si sono persi 7,3 miliardi di euro di consumi legati al turismo: da 77,4 miliardi a 70,1, pari al -22,4 per cento (se si considera anche il tasso di inflazione). Sono dati in linea con quelli che fornisce il Codacons, secondo il quale sono 33 milioni gli italiani rimasti a casa ed è pari al -7,2 per cento il decremento della spesa rispetto al 2012. “Rispetto agli anni passati – ha spiegato il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi –, è aumentato di 6 milioni il numero di cittadini costretti a rinunciare alle vacanze”.

Il problema si aggrava perché l’Onf ha stimato anche la situazione dei prossimi due mesi, settembre e ottobre, in cui la spesa si ridurrà del 5-6 per cento rispetto all’anno scorso. Anche il periodo scelto da chi può concedersi le ferie fuori dalla finestra tradizionale o vuole solo approfittare della minore confusione (e dei prezzi tradizionalmente meno alti) viene così disertato da un maggior numero di italiani.

Secondo il Codacons, inoltre, la spesa media di chi è partito è scesa da 104 a 97 euro a persona, rispetto al 2012, e comprende i costi di trasporto (auto, treno o aereo), i soggiorni presso le strutture turistiche, le spese per l’alimentazione, per i servizi balneari, per lo svago e l’intrattenimento. “Le vacanze – ha commentato Rienzi – sembrano oramai diventate un lusso per ricchi e chi parte spende sempre meno o riduce i giorni di villeggiatura”.

Il nuovo identikit del turista italiano diventa così quella del ricercatore delle offerte last minute e last second, dei voli low cost, del “mordi e fuggi” e anche della ricerca di ospitalità da amici e parenti. Si sta affermando anche la pratica dello “scambio casa” (una famiglia va a vivere a casa di un’altra e viceversa per un periodo limitato di tempo) e in questo ambito anche alcuni social network che si occupano di turismo stanno prendendo piede.

PALERMO – Secondo Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti di Federconsumatori, la causa non è solo la diminuzione del potere d’acquisto, ma anche l’incertezza dei cittadini sulle stangate fiscali che potrebbero arrivare nei prossimi mesi, che impediscono di programmare. “Per questo – scrivono – è fondamentale che il Governo si decida a sciogliere il nodo relativo a Imu, Iva e Tares: senza risoluzioni rapide in tal senso, i cittadini continueranno a trovarsi nella condizione di non poter programmare consumi e impegni di alcun tipo, con danni irreparabili all’intera economia. È un dovere prioritario del Governo incentivare e valorizzare il settore del turismo, che rappresenta una grande opportunità di ripresa e crescita per l’intera economia italiana”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 21

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