Voucher, non più lavoro occasionale

PALERMO – Una semplice omissione cambia totalmente il senso di una legge. Il nuovo decreto del fare (Dl 76/2013), nella sua ampia sezione dedicata al lavoro, ha modificato anche la riforma Fornero, la legge 92 del 28 giugno 2012, disciplinando in modo diverso anche l’uso dei cosiddetti voucher, che si riferiscono ai contratti accessori. L’articolo 7 puntualizza che “All’articolo 70, comma 1, sono eliminate le seguenti parole: ‘di natura meramente occasionale’”.
Secondo il provvedimento firmato dal governo di Enrico Letta, quindi, il lavoro accessorio si caratterizza ora non per il tipo di prestazione effettuata, ma per il tetto massimo di ricavo del dipendente. Al momento, il tetto è fissato, secondo la riforma dello scorso anno, i 5 mila euro annui di compensi a lavoratore; ogni singolo committente può pagare al massimo 2 mila euro, invece.
La scorsa settimana, l’ex ministro del Welfare Maurizio Sacconi (Pdl) ha presentato un emendamento per innalzare il tetto per singolo committente da 2 a 5 mila euro. Inoltre, con gli emendamenti presentati si punta ad ammettere all’utilizzo dei voucher anche le casalinghe. “Gli emendamenti – ha spiegato – sono rivolti ad adattare le regole ai lavori in agricoltura, nel turismo e nei servizi”.
Altra novità introdotta dal decreto del fare riguarda le categorie a cui si applica il contratto di lavoro accessorio. “In considerazione – è la novità, sempre all’articolo 7 – delle particolari e oggettive condizioni sociali di specifiche categorie di soggetti correlate allo stato di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o di fruizione di ammortizzatori sociali per i quali è prevista una contribuzione figurativa, utilizzati nell’ambito di progetti promossi da amministrazioni pubbliche, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto, può stabilire specifiche condizioni, modalità e importi dei buoni orari”.
Quest’aggiunta presuppone un altro intervento legislativo che dovrà stabilire le modalità, ma già è un passo avanti aver incluso disabili, carcerati e tossicodipendenti tra le categorie che possono usufruirne, con un aiuto concreto a questi soggetti svantaggiati.
L’articolo 70 della riforma Fornero si rifà, a sua volta, al Dlgs 276/2003. All’articolo 72 si disciplina il lavoro accessorio, spiegando l’utilizzo dei voucher (che i committenti devono comprare nelle rivendite per 7,50 euro al carnet) e di come vadano pagati i dipendenti (che a loro volta ricevono 5,80 euro per ogni carnet). “Tale compenso – recita il comma 2 – è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio”. Per ogni voucher, il datore deve versare 1 euro per i fini previdenziali e 50 centesimi per fini assicurativi anti-infortuni.
Questo forma contrattuale è spesso utilizzata in agricoltura. Per i lavori stagionali, si riferisce ai pensionati o a chi ha meno di 25 anni e concilia studio e lavoro nei campi. Per i lavori non stagionali, è invece applicabile per chi, durante l’anno precedente alla firma del contratto, non era iscritto negli elenchi dei lavoratori agricoli e presta servizio per un produttore che non ha dichiarato un volume d’affari superiore ai 7 mila euro.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 17

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