Un Governo dalle mani legate tra il Muos, l’Iss e la “penale”

PALERMO – Il Consiglio di giustizia amministrativa ha chiuso l’iter dei ricorsi del ministero della Difesa contro la revoca delle autorizzazioni per la costruzione del Mobile User Objective System di Niscemi nell’unico modo in cui poteva: prendendo atto della controrevoca firmata dal governatore Rosario Crocetta e dall’assessore regionale al Territorio, Mariella Lo Bello. “Non c’è più l’oggetto del contendere – ha affermato Raffaele Maria De Lipsis, presidente del Cga di Palermo – visto che la Regione ha presentato la revoca della revoca ai lavori”.

I vertici della Regione scaricano il barile al governo precedente, retto da Raffaele Lombardo, accusando anche l’ex presidente di aver “prodotto effetti economici e responsabilità nei confronti di terzi” con le autorizzazioni rilasciate incautamente, come ha dichiarato Crocetta. E qui torna di nuovo d’attualità la penale da 13,7 miliardi di euro che dovrebbe sborsare la Sicilia se chiudesse la strada alla realizzazione dell’impianto. I 18 miliardi di dollari di cui si parla, tuttavia, riguardano l’intero sistema di comunicazioni satellitari Muo, cioè comprese le basi di Kojarena (Australia), Chesapeake (Virginia, Usa) e Wahiawa (Hawaii, Usa) e i satelliti lanciati in orbita. Rimane il dubbio, quindi, su quale sia la vera penale da pagare e, direbbero i maligni, se esista veramente una penale o se non sia solo un modo per confermare che la politica regionale non può far nulla di fronte alle decisioni (già prese da anni) di Nato, Marina statunitense e Governo italiano.

In questa caccia alla scusa, con la promessa di dire basta alla demagogia (degli altri), è stato ribadito da governatore e assessore che la decisione è stata presa anche per la base fornita dalla relazione dell’Istituto superiore della sanità. Ma è rimasta aperta la questione degli allegati firmati da otto esperti chiamati dalla Regione stessa e che sconfesserebbero le conclusioni rosee dell’Iss. Tra di loro c’è Massimo Zucchetti, professore ordinario del dipartimento di Energia del Politecnico di Torino, assurto alla notorietà perché sostenitore della tesi No Muos con i suoi studi scientifici. “Sapevamo – si è esposta l’assessore Lo Bello su Zucchetti – che la sua era una posizione preconcetta. E lo abbiamo anche segnalato a garanzia della neutralità della posizione della Regione”.

“La relazione Iss – ha risposto Zucchetti, piccato – consta di due parti, di cui la seconda dei tecnici incaricati dalla Regione: Mario Palermo e Massimo Zucchetti. La seconda parte smentisce le conclusioni del Iss e quindi le affermazioni del duo [Crocetta-Lo Bello]. La relazione Iss dice chiaramente [di] trattarsi di un parere solo scientifico non valido a scopi autorizzativi. Cercare di scaricare il barile sul sindaco di Niscemi è da vigliacchi”.

Intanto proseguono le proteste (l’occupazione dell’aula consiliare di Niscemi è proseguita anche ieri), con dei facinorosi che hanno anche danneggiato la recinzione metallica del Muos, tagliando una decina di metri della rete. Accanto agli attivisti si sono schierati molti esponenti politici, a cui però il Governo ha rivolto un appello affinché lavorino scrivendo leggi in materia, invece di manifestare. Anche perché l’impegno politico del Governo è praticamente nullo: “L’unica via percorribile – ha detto in conferenza stampa Crocetta – è quella legislativa o, in alternativa, che il governo nazionale decida di non autorizzare più il Muos. Tuttavia mi sembra che il governo Letta non abbia alcuna intenzione di negare la costruzione del Muos”. In pratica, la Regione, ormai, se ne tira fuori e lascia la patata bollente al legislatore.

PALERMO – “Siamo stanchi di fare il bersaglio. Il mio Governo non ha rilasciato alcuna autorizzazione sul Muos. Mancava uno studio dell’impatto sulla salute dei cittadini e in base a questa mancanza era stato emesso un provvedimento di revoca delle autorizzazioni”. Nella conferenza stampa di ieri di Crocetta il registro non cambia: la colpa è dei predecessori. Malgrado il governatore abbia cavalcato il dissenso dei No Muos anche in campagna elettorale, ora fa come il Cga: prende atto di ciò che altri hanno deciso.

“Il Muos – ha proseguito – fu deciso dal governo nazionale e quella scelta fu avallata dal governo regionale di allora. Io ho fatto soltanto il mio dovere di tentare in ogni modo di tutelare la salute dei siciliani, e invece sono finito nel mirino degli estremisti che sanno soltanto urlare”.

Non può essere che soddisfatta, di conseguenza, l’ambasciata Usa, che ribadisce in una nota il suo “convinto impegno per la sicurezza del sito Muos” e conferma “la piena collaborazione con le autorità italiane e siciliane durante i lavori di realizzazione della struttura”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 8

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