Sul procuratore unico europeo passo avanti della Commissione

BRUXELLES (Belgio) – Il coordinamento dell’iniziativa d’indagine giudiziaria è uno dei passaggi fondamentali nell’integrazione europea e da mesi si parla della possibilità di istituire la figura del procuratore unico europeo. Due commissari europei, Viviane Reding (giustizia) e Algirdas Šemeta (fiscalità), hanno finalmente presentato la proposta per un procuratore che si concentri, intanto, sul contrasto alle frodi che interessano il bilancio comunitario.

“Per la prima volta – ha affermato  Giovanni Kessler, ex magistrato italiano che dirige l’ufficio europeo antifrode, l’Olaf – si crea un unico spazio di giustizia europeo. Finalmente per la giustizia si compie un salto dall’Ottocento al XXI secolo”. Proprio l’Olaf diventerà solo un organo di vigilanza sul personale comunitario, trasferendo i casi di rilevanza penale alla nuova Procura europea.

La proposta di Reding e Šemeta prevede una struttura centrale con un procuratore capo (European Public Prosecutor, in inglese, come previsto dal Trattato di Lisbona) e quattro vice, che si relazioneranno con un delegato nazionale per ogni Paese. La scelta dei nomi sarà fatta dal Consiglio europeo e approvata dal Parlamento, ma su nomi proposti dalla Commissione. Il coordinamento europeo aiuterà la lotta transfrontaliera, ma le indagini rimarranno su base nazionale. Secondo Kessler, inoltre, in questo modo le rogatorie internazionali diventeranno inutili: “I procuratori delegati nazionali agiranno tutti come appartenenti allo stesso ufficio”.

“Il procuratore colmerà il vuoto tra i sistemi anticrimine degli Stati membri, le cui competenze si fermano ai confini nazionali, e gli Enti dell’Unione che non possono condurre delle inchieste”, ha aggiunto Šemeta.

Posto che già sono più di nove i Paesi che sono d’accordo, i tempi dell’iter per istituire la figura sono medi: probabilmente si riuscirà a completarlo durante la presidenza di turno italiana dell’Ue, prevista per il secondo semestre 2014, per iniziare a lavorare già dal 1º gennaio 2015.

Questo sarà un passaggio fondamentale affinché si faccia strada la prima legge europea antimafia, che la commissione speciale Crim del Parlamento europeo sta completando in questi mesi e che poi sarà presa in considerazione dalla Commissione per farne uno strumento applicabile su tutto il territorio comunitario.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 2

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