Nessuno sapeva chi fosse? Si dimette il capo di gabinetto

ROMA – La prima testa a cadere nello spinoso caso dell’espulsione di Alma Shalabayeva è Giuseppe Procaccini, capo di gabinetto del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ne ha accettato le dimissioni. Lo stesso ministro ha confermato, in un’audizione al Senato, di “non essere stato informato, né io né altri membri del Governo”, dell’operazione. Ha chiesto però un riordino del dipartimento dell’Immigrazione e un avvicendamento alla segreteria della Pubblica sicurezza. Inoltre ha promesso che il Governo si assicurerà che i diritti umani delle due donne non verranno violati in Kazakhstan e farà il possibile affinché le due possano tornare in Italia.

Da giorni infuria il dibattito politico (e non solo) sul provvedimento, poi revocato, preso nei confronti della moglie e della figlia del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov. Nessuno sembrava sapere chi avesse inviato i 50 agenti di Digos e Squadra mobile a prelevare la donna nella notte tra il 28 e il 29 maggio scorsi. Per capire qualcosa in più, alle 6 di ieri Alfano ha riferito in Parlamento sulla relazione del capo della Polizia, Alessandro Pansa, che sottolinea che è venuto dall’ambasciatore kazako l’input a dare la caccia al “pericoloso latitante, collegato al terrorismo internazionale”. “Le forze dell’ordine – prosegue la relazione – non sapevano che Ablyazov fosse un dissidente e non un pericolo ricercato. Nel corso istruttoria non risulta che abbiano presentato domanda di asilo, né è risultato che abbia un permesso di soggiorno, cosa fatta solo in sede di ricorso”. E così, la polizia ha dato per oro colato le informazioni dell’ambasciatore, che ha dettato tutta la linea. E il ministro non avrebbe tenuto a essere informato perché si trattava di un rimpatrio comune. “È mancata l’attenzione a una verifica puntuale e completa – ammette Pansa – e non è stata seguita per niente la procedura del rimpatrio”.

La contestazione della violazione dei diritti umani è uno dei temi su cui si è battuto di più. Ne ha parlato il legale della Shalabayeva, sentito dalla commissione diritti umani del Senato. E mentre in Kazakhstan la notizia non sta avendo un risalto così forte, anche Amnesty International è intervenuta: “L’annullamento dell’ordine di espulsione – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty  – è un piccolo passo avanti in una vicenda che richiede trasparenza e assunzione di responsabilità a ogni livello da parte delle autorità di polizia e di governo. È grottesco che una donna e sua figlia siano state portate in tutta fretta su un aereo privato, senza un giusto processo, e inviate in un Paese dove sarebbero state a rischio di persecuzione”.

I servizi segreti, dal canto loro, si sono tirati fuori dal dibattito durante un’audizione al Copasir: è stato il direttore dell’Aisi, Arturo Esposito, ad assicurare che gli 007 non sono stati coinvolti. Ieri, infine, si è svolta la riunione dei capigruppo del Senato che hanno messo in calendario la mozione di sfiducia presentata da M5s e Sel per venerdì mattina. L’obiettivo dei due partiti d’opposizione è costringere il vicepremier Alfano alle dimissioni e il rischio più grande per il segretario del Pdl è il voto segreto, dal quale potrebbero emergere i franchi tiratori pronti a farlo fuori.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 17

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...