Buongiorno Sig. Bellavista la Sicilia sbanca il Canada

CATANIA – “Buongiorno signor Bellavista” è un corto di grande lirismo, sognante e che fa emozionare per la storia e per la semplicità. Il protagonista è un 77enne, non vedente da quando ne aveva 14, che vive in un paesino della Sicilia insieme alla moglie; questo è l’incipit di un racconto cinematografico che dura mezzora e può essere liberamente visto su YouTube (http://youtu.be/yOtSFA9C6D8). Pochi giorni fa, il regista, il catanese Alessandro Marinaro, ha vinto la sezione dedicata ai corti dell’Italian Contemporary Film Festival (Icff) di Toronto. Il premio gli è stato assegnato per il racconto coinvolgente e comprende anche un assegno da mille dollari canadesi (circa 740 euro).
“Quando ho visto su internet il bando di concorso del festival del cinema italiano in Canada ho inviato la candidatura – spiega il regista al QdS –. Il festival accoglie il meglio del cinema italiano del 2012, diviso in corti e lunghi. Già mi aveva fatto piacere sapere di essere selezionato, figuriamoci quando ho vinto! È un piccolo film che ha goduto del contributo della Sicilia Film Commission e così abbiamo potuto esportare la nostra cultura all’estero, dando modo ai nostri connazionali di rivedere i luoghi dell’infanzia”.
 
Dov’è ambientato il film?
“A Castelbuono, paese carino di montagna sopra Cefalù. Secondo me il contesto scenografico si adeguava molto alla storia che volevo raccontare. Gli esterni li ho fatti tutti lì, mentre gli interni ad Acireale”.
 
Chi sono gli attori?
“I protagonisti sono Marcella Oliveri e Pier Giuseppe Giuffrida, sono attori di teatro professionisti, veramente bravi. Sono stato molto rigoroso per la scelta, ho fatto un casting lungo con selezioni dure. Ho trovato questa coppia bravissima, l’intuito non mi ha tradito durante i provini”.
 
È una storia originale?
“L’idea è mia. Questo piccolo film ha qualcosa in comune con ‘La venticinquesima ora’ che vinse il premio su La7. La riflessione è sul cinema visto come magia. Soprattutto in un’epoca come questa forse il gioco non vale la candela, è doloroso fare cinema, ma per me è indispensabile raccontare qualcosa così. Nonostante tutto, è impossibile arrendersi perché sono mosso dall’urgenza di raccontare qualcosa e ciò vince ogni mia remora. Il corto parla del cinema inteso come un modo per vedere al di là di ciò che abitualmente si crede di vedere. Si parla anche dei nonni, dei piccoli gesti, di una Sicilia che ricordo con amore, quella che vedevamo quand’eravamo piccoli, nei gesti, nella mimica, nelle azioni degli adulti e dei familiari. E infine rifletto anche su cos’è l’arte e cosa significhi guardare le cose, perché a volte siamo totalmente ciechi rispetto alla meraviglia. È talmente bello guardare che spesso ce ne dimentichiamo. Diamo per scontato guardare gli uccelli in cielo: sembra una fesseria, ma non è così”.
 
Quant’è costato il film?
“Il budget dell’intera operazione era di 20 mila euro”.
 
Farete un grande evento per presentarlo in Sicilia?
“Già l’anno scorso avevamo organizzato una doppia proiezione al cinema King di Catania, con almeno 400 spettatori. Già quest’evento fu una soddisfazione enorme, la mia città aveva risposto bene. Ma non ci si accontenta mai. Il film ha già un percorso alle spalle, ha partecipato ad altri festival in Italia e questo è il riconoscimento più importante”.
 
Quali saranno i suoi prossimi passi?
“Ho 35 anni e ho avuto belle soddisfazioni artistiche in passato. Come tutti, cerco da più di un anno dei finanziatori per un lungometraggio. Ma tutti piangono miseria, oggi mi dicono di rivolgermi all’estero, magari troverò degli italo-canadesi disposti ad avviare una coproduzione”.
dal QdS.it e dal Quotidiano di Sicilia, p. 20
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