Legge antimafia Ue, introdotta giornata europea antimafia

PALERMO – L’ultima seduta della commissione speciale Antimafia (Crim) del Parlamento europeo prima della pausa estiva è poco attraente per la maggior parte degli eurodeputati. “Il grado di partecipazione nei contributi scritti è inversamente proporzionale alla partecipazione alle sedute”, commenta l’autore della relazione finale della commissione, Salvatore Iacolino (Ppe). Sarà compito suo valutare i 392 emendamenti presentati, che saranno discussi dai membri il 9 settembre a Strasburgo nella penultima tappa del percorso della Crim. L’ultima sarà la votazione del testo definitivo, il 17 settembre, che lo consegnerà alla plenaria per la ratifica.

“Sarebbe auspicabile un voto finale tendente all’unanimità -, ha proseguito Iacolino -. Puntiamo a far in modo che questo sforzo che tutti stiamo facendo possa essere davvero riconosciuto, attraverso un testo agile e snello, che dia priorità secche e chiare”.

Mercoledì, il dibattito tra i presenti in aula si è protratto sui contenuti e su come integrarli. In tanti hanno parlato della questione della tratta degli esseri umani, riportata all’onore delle cronache dalla visita di papa Francesco a Lampedusa, altri dell’abolizione del segreto bancario e della lotta efficace ai paradisi fiscali. Infine è emersa la proposta di dedicare una giornata europea alle vittime della mafia. “In Italia si scelse 18 anni fa il 21 marzo – ha spiegato Rita Borsellino (S&D) – perché è il primo giorno della primavera. Vogliamo così dare continuità al messaggio positivo”.

La positiva conclusione dell’iter della commissione passa dalla presidenza di turno dell’Ue, in mano alla Lituania: “Questa relazione – ha affermato Véronique Mathieu (Ppe) – rientra tra le preoccupazioni e le priorità del ministro degli interni lituano”. Ma anche dal recepimento degli Stati membri. “Manca – ha denunciato la presidentessa Sonia Alfano (Alde) – la volontà di ratificare determinate decisioni. Fin quando gli stati membri non capiranno che è necessario investire totalmente sulla sicurezza, il nostro lavoro fornirà gli elementi utili per rafforzare la cooperazione, ma mancherà la decisione politica, l’elemento finale”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 2

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