Aprire gli orizzonti mondiali alle aziende

SIRACUSA – Un piano da 50 milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese siciliane, campane, calabresi e pugliesi sarà presentato oggi alle 10:30 in via Scala Greca 282, sede di Confindustria Siracusa. Approntato dall’Agenzia Ice, si articolerà nei prossimi mesi in un percorso di formazione e attività sul campo che mirerà a spingere le aziende delle quattro Regioni convergenza ad aprirsi ai mercati internazionali.
Il progetto è rivolto prettamente a Pmi manufatturiere e di servizi, start up, consorzi e parchi universitari ed è stato pensato su tre direttrici: l’Ice Export Lab, ovvero dei percorsi formativi, con affiancamento di consulenti in azienda e l’incubazione all’estero con al rete dell’Ice; i seminari tecnico-formativi e di primo orientamento; la formazione specialistica per il personale sulla gestione della proprietà intellettuale.
“È un piano dedicato alle filiere produttive più importanti per le Regioni del Mezzogiorno – spiega in esclusiva al QdS il direttore generale dell’Agenzia Ice, Roberto Luongo –. Abbiamo coinvolto le istituzioni regionali, ci siamo già incontrati con degli assessori, tra cui Linda Vancheri, che ha la delega alle Attività produttive in Sicilia. L’obiettivo è presentarlo alla realtà siciliana nel suo complesso, partendo da Siracusa per diffonderci nei poli di sviluppo più importanti, Palermo e Catania”.
Quali sono i punti di forza del progetto?
“Vogliamo dare la struttura aziendale alle imprese che consenta loro di essere presente nei mercati internazionali. L’Ice Export Lab darà l’opportunità di avere dei giovani formati e istruiti sul tema della internazionalizzazione e dell’export. I mercati internazionali coinvolti saranno quelli che possono assorbire la produzione italiana, partendo da Ue, Mediterraneo e Usa. L’Ice ha costruito con grande sagacia e intessuto una rete con gli uffici all’estero e abbiamo già uno scheletro delle iniziative”.
Come si può partecipare al progetto?
“Non ci sono candidature, non bisogna iscriversi né registrarsi. Faremo larga diffusione d’informazione, attraverso gli organi di stampa, le camere di commercio, le associazioni industriali, le confederazioni artigiane. Le imprese che vorranno partecipare saranno stimolate da noi”.
Sapete già quante imprese potrebbero essere coinvolte?
“Auspichiamo che ci sia il più grande numero possibile. La convenzione è stata firmata pochi giorni or sono con il dipartimento della Politica di coesione. Vogliamo una partecipazione massiccia, è uno sforzo di promozione e di costi che rappresenta un aiuto per le imprese. Speriamo che ci possano essere centinaia di imprese partecipanti”.
Come si svolgerà l’attività di formazione?
“La formazione dell’Ice è molto operativa e certificata sulla qualità e sui risultati che ottiene. Organizziamo corsi di specializzazione del commercio estero, che hanno un tasso di placement molto importante per i giovani. Vogliamo portare i giovani neo laureati a lavorare per le imprese del Mezzogiorno, in modo da farle lavorare con il mondo, e vogliamo che le imprese che non hanno ancora le competenze si specializzino”.
Come si svolgeranno le attività con l’estero?
“Avremo un programma che inizia dalla formazione e accompagnamento per le imprese. Le azioni promozionali classiche sono fiere, ma anche workshop e seminari”.

SIRACUSA – L’Ice (per esteso, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) ha individuato sei filiere di produzione del Sud Italia su cui suddividere questo progetto; a loro volta, le filiere sono divise in settori, ognuno con uno specifico radicamento sul territorio. Si tratta della filiera dell’agro-alimentare (alimentari, ortofrutta, viticoltura, florovivaismo, ittica), dell’alta tecnologia (nano-biotecnologie, meccatronica, Ict), della moda-persona (tessile-abbigliamento, calzature, conceria, oreficeria, industria culturale), dell’arredo e costruzioni (arredamento, restauro architettonico, sviluppo urbano, lapideo), dell’energia (ambiente e energie rinnovabili) e della mobilità (nautica, aerospazio, logistica, automotive).

“Abbiamo deciso di puntare sia sulle filiere tradizionali – spiega Luongo – ma anche sull’innovazione, come la filiera dell’aerospazio, dell’Ict e dell’energie rinnovabili. Le nostre Regioni sono fortemente competitive su questi temi e alcune realtà possono essere spendibili a livello internazionale. Inoltre, bandiremo una borsa dell’innovazione dedicata ai prodotti delle imprese del Mezzogiorno, per ospitare gli operatori esteri in una logica di scambio di competenze”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 17

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