Papa Francesco a Lampedusa simbolo per migranti e isolani

LAMPEDUSA (AG) – “Avevo immaginato che papa Bergoglio, essendo figlio di migranti, avrebbe compreso profondamente le problematiche legate all’immigrazione”. Le preghiere di Stefano Nastasi, parroco della chiesa di San Gerlando a Lampedusa, si sono avverate lunedì, quando papa Francesco ha annunciato il suo viaggio verso l’isola più a Sud d’Italia, la porta d’Europa per i migranti che tentano il grande salto dal Nordafrica.

La portata simbolica della decisione del nuovo pontefice va oltre il gesto in sé. Si è lontani anni luce dall’idea del capo religioso che incontra capi di stato e potenti della terra: Bergoglio incontrerà gli ultimi, che proprio nelle scorse settimane hanno ripreso ad affluire in massa a bordo dei gommoni. La sfida è anche a chi attacca i migranti e gli extracomunitari.

Ad esempio, proprio ieri, l’ex vice sindaco lampedusano Angela Maraventano della Lega Nord ha rinfocolato il dibattito sul ministro Cécile Kyenge a Radio24: “Non voglio rispedire la Kyenge in Congo però se lei è stata brava a fare tutto quello che ha fatto e ad arrivare dove è arrivata, oggi secondo me è arrivato anche il momento di poter liberare la sua gente”.

Un messaggio radicalmente opposto a quello che dà papa Francesco, interpretato dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. “La presenza del Santo Padre a Lampedusa – ha spiegato ieri – sarà sicuramente un segnale di speranza per le persone che cercano una vita migliore, che sono spesso in fuga da situazioni di povertà estrema, di miseria o di mancanza di libertà”. Sarà inoltre un “richiamo all’intera società, all’intero Paese perché diventiamo sempre più una società che sa accogliere nel rispetto, nell’equità e nella giustizia”. Non solo, la visita servirà anche per supportare gli abitanti di Lampedusa, che hanno bisogno di un aiuto anche spirituale per la situazione che attraversa l’isola a ogni sbarco.

La sorpresa, in ogni caso, è generale: “Mai avrei immaginato che il primo viaggio del Papa fuori dalla diocesi di Roma fosse proprio a Lampedusa”, ha commentato ancora Nastasi a Radio Vaticana. E non ci sarà nessun grande evento per accoglierlo, proprio per il basso profilo che in quest’incontro si vuole mantenere.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 2

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