Garanzia per i giovani dall’Ue 6 mld € nel 2014

BRUXELLES (Belgio) – Il governo italiano ne sta facendo un cavallo di battaglia in questi giorni: la lotta dell’esecutivo guidato da Enrico Letta alla disoccupazione giovanile è la stessa lotta che si sta combattendo a livello europeo da Bruxelles con la youth guarantee.

“Il governo italiano ha approvato un piano nazionale da 1.500 milioni di euro contro la disoccupazione giovanile prima della riunione del Consiglio europeo”, ha twittato in inglese il primo ministro, per poi esultare in conferenza stampa sui risultati del meeting europeo sul bilancio pluriennale: “Riusciremo ad arrivare a 1,5 miliardi per l’Italia, quasi triplichiamo la cifra originariamente prevista”. 6 miliardi saranno disponibili a livello europeo per il 2014-2015, almeno altri due dal 2016.

L’accordo raggiunto sul Mff (quadro finanziario pluriennale, o Qfp) è stato raggiunto con difficoltà per i tagli richiesti dagli Stati membri sul bilancio 2014-2020, mai accettati dagli eurodeputati, ma su cui si è riusciti a sorvolare con delle modifiche (tra cui la flessibilità) che possono rendere meno ingessato il budget settennale.

In questo stallo erano finite una serie di misure cruciali per il futuro dell’Europa in crisi, tra cui, appunto, anche quelle per favorire l’occupazione giovanile. Da qualche mese, si parla spesso della “Garanzia per i giovani” che permetterebbe ai neolaureati under-30 e agli under-25 di trovare un lavoro, un nuovo percorso d’istruzione o un tirocinio entro quattro mesi dal momento in cui rimangono disoccupati o finiscono i loro studi.

È il Fondo sociale europeo (Fse) che dovrebbe sostenere la misura, nella misura di sei miliardi di euro. “È un segno – ha scritto Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo –, ma che impatto si può avere con 6 miliardi spalmati su 7 anni e 27 paesi? Scarso. Il Parlamento europeo propone di spostare questi soldi sul periodo iniziale del bilancio, per avere un effetto fin da subito, e poi eventualmente rifornire il programma con nuovi fondi”. Ed è su questo punto che i deputati hanno vinto.

Le proposte su dove trovare questi soldi in più sono insite negli argomenti caldi di questo periodo: una tassa sulle transazioni finanziarie e la lotta all’evasione e ai paradisi fiscali possono sbloccare fondi per gli investimenti. “Questo vuol dire giustizia sociale – conclude Schulz –: fare contribuire banchieri e assicuratori al futuro dei nostri figli”.

Permangono dubbi sulla youth guarantee, per la quale si deve andare oltre le tante raccomandazioni e dichiarazioni d’intenti più o meno populistiche: se non c’è un sostegno degli altri Paesi Ue si potrà far ben poco.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 18

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