Alcol, consumi contenuti. Ma aumentano le sbronze

PALERMO – Sono pochi i siciliani che devono aver paura del test del palloncino, protagonisti magari di notti brave che si concludono con il morto a causa di un imprudente che si mette alla guida dell’auto in stato d’ebbrezza. La fotografia del rapporto tra la Sicilia e l’alcol nel 2012 che si delinea dall’ultimo rapporto dell’Istat, pubblicato giovedì scorso, ci racconta di un fenomeno che rimane contenuto rispetto al passato e che a livello nazionale ha subito anche un forte decremento rispetto a dieci anni fa, che sfiora il 25 per cento per quanto riguarda i consumatori giornalieri.

Sbronze in aumento
L’unico dato leggermente allarmante è l’aumento delle “sbronze”, il binge drinking (letteralmente “abbuffata di bevute”, il consumo eccessivo di alcol in breve tempo). Il dato siciliano fa addirittura salire quello dell’Italia insulare, perché rispetto al 2011 è aumentato del +2,7 per cento. Nell’Isola, oltre 355 mila persone con più di 11 anni hanno comportamenti a rischio, anche un semplice uso non moderato dell’alcol, quindi più di due bicchieri per l’uomo e di uno per la donna. Si parla del 16,4 per cento della popolazione presa in considerazione, con l’11,6 per cento – 251 mila siciliani – che nel 2011 ha provato il binge drinking.
Non è niente comunque rispetto al 39,4 per cento dei cittadini altoatesini o il 31,2 per cento dei molisani; dati più bassi si trovano solo in Campania e Lazio. In generale, in Italia i comportamenti a rischio sono in calo, sia per la diminuzione del consumo giornaliero che per quella delle sbronze. Potere della crisi? Chissà.

Alcol al maschile
Per gli uomini probabilmente no, perché i dati più bassi riguardano le donne. Le differenze di genere sono notevoli nel consumo dell’alcol: oltre due donne siciliane che bevono ogni tre, ad esempio, preferiscono farlo durante i pasti. Oltre due uomini su cinque, invece, bevono anche fuori pasto. Oltre 2,6 milioni di siciliani hanno assunto almeno una bevanda alcolica nel 2012 e di questi 1,6 milioni sono uomini, contro un milione di donne.

Birra batte d’una goccia il vino
L’Istat dà un altro dato regionale su cui riflettere: il tipo di bevanda. In Sicilia la birra è diventata più popolare del vino. Mentre il dato nazionale indica che il 51,9 per cento degli italiani non astemi beva vino mentre il 45,8 preferisca la birra, in Sicilia la percentuale è ben più livellata: 44,8 contro 45,7 per cento. È un dato che stupisce, anche perché l’Isola è ben più famosa per i vigneti che per i birrifici… Approfondendo, però, si scopre che solo il 4 per cento dei siciliani beve birra tutti i giorni, mentre il 14,4 per cento beve almeno un bicchiere di vino al giorno. Le bevande alcoliche tradizioni non sono le uniche prese in considerazione dall’Istituto di statistica, che dà una panoramica anche su aperitivi, amari e liquori. In generale, il loro consumo è in aumento rispetto a quello del vino e della birra. Il 21,4 per cento dei siciliani ha consumato superalcolici nel 2012, il 69 per cento ne ha consumato eccezionalmente. Gli amari non hanno conquistato nemmeno il 30 per cento dei siciliani, gli aperitivi alcolici si attestano più o meno sulla stessa percentuale. Il 40,9 per cento dei siciliani, infine, non tocca alcol fuori dai pasti.

L’ultimo bicchiere
Il rapporto mette in luce un problema, non rilevabile però a livello regionale: i comportamenti a rischio sono “molto rilevanti” tra i giovanissimi. La popolazione più a rischio per il binge drinking è infatti quella giovanile, tra i 18 e i 24 anni: il 14,8% dei giovani, con una netta maggioranza maschile, lo usa come un modo di socializzazione e tra i ragazzi di 11-15 anni la quota di chi ha almeno un comportamento a rischio è pari al 10,5% senza differenze di genere evidenti. Chi eccede nel consumo di alcol, inoltre, spesso lo associa anche altri comportamenti a rischio, tra cui l’abitudine al fumo, e a rischio si sono dimostrati anche chi frequenta abitualmente la discoteca.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 23

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