Norme antimafia, emendamenti a pioggia al Parlamento Ue

BRUXELLES (Belgio) – Valutare 744 emendamenti non è un compito facile, ma la commissione antimafia del Parlamento europeo ha iniziato ieri la discussione in aula sulla relazione intermedia. Salvatore Iacolino (eurodeputato del Ppe/Grande Sud) ha presentato nuovamente i tratti principali della nuova proposta di legislazione europea contro l’associazione di stampo mafioso, la corruzione e il riciclaggio di denaro sporco. Malgrado qualche voce pessimista (“Non ce la faremo”, sostiene il verde Jan Philipp Albrecht), gli eurodeputati hanno come prossimo obiettivo la presentazione del testo finale a giugno, seguito dalle votazioni in commissione e in plenaria.

La discussione è stata quasi messa in secondo piano da un’animata introduzione sulla situazione del pm Nino Di Matteo. La presidentessa della commissione Crim, Sonia Alfano (dei liberali europei, Alde), ha infatti presentato ai colleghi eurodeputati l’appello rivolto al Parlamento europeo dall’associazione Vigliena e dal Centro Studi Paolo Giaccone e sostenuto da varie personalità dell’antimafia. Le minacce mafiose ricevute dal pm di Palermo, titolare del processo sulla trattativa Stato-mafia, devono infatti essere prese in seria considerazione anche a livello europeo, secondo Alfano e Rita Borsellino (dei S&d/Pd).

“Ho fatto un appello al presidente Schulz – ha spiegato la presidentessa –, veniamo investiti di una responsabilità notevole perché diverse personalità dell’antimafia si appellano a noi visto che in Italia sembra che la politica non abbia a cuore la sorte di Di Matteo”.
La proposta di aiuto concreto è un’audizione, anche privata, con il pm, ma non è stata accolta unanimemente dall’aula. “Evitiamo di perdere tempo – ha sostenuto Bill Newton Dunn (Alde) –, siamo già in ritardo, dobbiamo discutere gli emendamenti e stiamo sprecando tempo: no a questa iniziativa!”, sostenuto anche da Albrecht. Su proposta della popolare Véronique Mathieu, comunque, si è deciso di organizzare un’audizione privata, alla presenza della commissaria Viviane Reding, in cui parlare anche in generale di altri casi di operatori della giustizia in pericolo.

La commissione ha infine incontrato degli esperti sulla lotta all’evasione e ai paradisi fiscali e sul traffico delle armi e il controllo delle frontiere dell’Unione europea.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 3

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