Stop alle bombe “fai da te”: impedire ai terroristi l’accesso a materiali pericolosi

Per i terroristi sarà più difficile procurarsi gli “ingredienti” per le bombe “fatte in casa”, grazie a nuove regole più severe approvate dal Parlamento martedì. L’acquirente dovrà avere una licenza per i prodotti chimici pericolosi venduti ad alta concentrazione. Gli esplosivi “fai da te” sono stati usati in molti attacchi terroristici, come quello in Norvegia dello scorso anno o quello più recente di Brindisi.
Negli ultimi anni, molti attacchi terroristici sono stati condotti utilizzando esplosivi realizzati con prodotti chimici, come fertilizzanti o pastiglie per la pulizia delle piscine, facilmente disponibili al pubblico. In Italia, ad esempio, il recente attentato di Brindisi è stato portato a termine usando delle bombe artigianali prodotte con nitrato d’ammonio, un sale dell’ammoniaca.
Alcuni Paesi UE hanno già ristretto l’accesso a queste sostanze, chiamate anche “precursori”. Tuttavia, a causa delle diverse legislazioni nazionali, un precursore potrebbe essere vietato in uno stato ma liberamente disponibile in un altro. “Dobbiamo assicurarci che le diverse legislazioni nazionali non permettano la vendita di alcune sostanze. Dopo tutto, la lotta comune al terrorismo necessita di regole comuni per tutti gli Stati membri”, ha dichiarato il relatore Jan Mulder (ALDE, NL) durante il dibattito.
Restrizioni in tutta l’UE sulle vendite ai privati
L’obiettivo principale è limitare l’accesso dei privati alle sostanze chimiche ad alto rischio in quantità sufficienti per realizzare esplosivi fatti in casa. I prodotti che contengono alte concentrazioni delle sostanze elencate nell’allegato I del regolamento saranno venduti solo ai clienti che possano documentarne un uso legittimo. I deputati hanno stabilito anche come si possa ottenere una licenza per l’acquisto. Inoltre, per la maggior parte degli usi legittimi, sono già ampiamente disponibili sul mercato dei prodotti alternativi.
Nessuna licenza richiesta per alcuni dei prodotti più diffusi
Non ci sarà bisogno di licenze per acquistare tre prodotti chimici comunemente utilizzati per pulire le piscine o come fertilizzanti: il periossido di idrogeno, l’acido nitrico e il nitrometano. Tuttavia, i rivenditori dovranno registrare tutte le vendite di questi prodotti. Alcuni Stati dell’UE che hanno già un sistema per registrare le vendite ma non richiedono una licenza, come la Germania, potranno mantenere il proprio sistema. La Commissione dovrà comunque verificare in futuro se queste regole debbano essere ulteriormente armonizzate.
Transazioni sospette
Si potranno ancora vendere senza restrizioni alcuni prodotti che contengono sostanze chimiche potenzialmente rischiose, per le quali però non si può stabilire una soglia di concentrazione. Le vendite di queste sostanze, comunque, saranno meglio controllate, in quanto i rivenditori all’ingrosso e al dettaglio dovranno denunciare qualsiasi “transazione sospetta”, ad esempio quando un acquirente ne acquista un’ingente quantità.
Prossime tappe
Il regolamento ora dovrà essere approvato formalmente dal Consiglio e gli Stati membri avranno 18 mesi per attuarlo. Le restrizioni sull’accesso alle sostanze chimiche elencate nell’allegato I avranno effetto entro tre anni dall’adozione del regolamento.
Il regolamento è stato adottato con 595 voti favorevoli, 12 contrari e 14 astensioni.

Procedura: codecisione (procedura legislativa ordinaria), accordo in prima lettura

dal sito del Parlamento europeo

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