I deputati invitano i ministri a controllate le loro richieste di finanziamenti europei prima di lamentarsi

I ministri delle finanze degli Stati membri farebbero meglio a controllare le richieste di finanziamento dei rispettivi Paesi prima di cercare di tagliare i fondi che servono per pagarli: è quanto hanno affermato i deputati giovedì, commentando la proposta della Commissione per un bilancio correttivo da 8,9 miliardi di euro per non fermare i pagamenti del 2012.
La Commissione ha stimato che ulteriori 8,9 miliardi di euro sono necessari per pagare i conti del 2012; la maggior parte di questi conti arriva proprio dalle autorità degli Stati membri che si occupano dei fondi europei nei rispettivi paesi.
Questi stanziamenti addizionali sono necessari per fronteggiare l’attuale carenza di risorse per le borse di studio del programma Erasmus, per il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo, per lo sviluppo rurale, per il Fondo Sociale europeo e per il programma Lifelong Learning.
Il bilancio correttivo è stato presentato martedì a Strasburgo dal commissario per il bilanci Janusz Lewandowski.
Il presidente della commissione bilanci, Alain Lamassoure (PPE, FR), ha dichiarato che “la Commissione ha fatto una stima degli importi richieste finanziarie delle amministrazioni degli Stati membri, quali le agenzie nazionali del Fondo Sociale europeo e le autorità regionali. Quando ho letto le prime reazioni di alcuni ministri dell’Economia, mi sono chiesto se quantomeno sapessero che il totale della spesa si basa su richieste dei loro stessi Paesi. Dovremmo fermare questi giochi ed essere chiari. Propongo che le richieste degli Stati membri passino prima attraverso i rispettivi ministri dell’Economia, che devono certificarle prima di inviarle a Bruxelles. Così facendo, potremmo concentrare la nostra discussione politica sugli impegni futuri, invece di parlare di contabilità”.
Giovanni La Via (PPE, IT), relatore del bilancio 2013 per il Parlamento, ha aggiunto: “I conti del 2012 devono essere pagati nel 2012. Se non saranno aggiunti altri stanziamenti, si avranno conseguenze negative per il bilancio 2013. Dobbiamo evitare di rimandare i problemi da un anno all’altro, altrimenti ci troveremo in una situazione simile nel 2013 e questa sarebbe una notizia negativa per gli studenti, i ricercatori e le piccole aziende”.
Per Francesca Balzani (S&D, IT), relatrice per il bilancio 2012, incrementare gli stanziamenti rappresenta un segnale positivo: “Ciò significa che le politiche europeo vanno nella giusta direzione. È tempo per gli Stati membri di portare a termine i propri impegni e di rinforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee”.
Nel dibattito di lunedì sul bilancio comunitario per il 2013, molti deputati si sono detti preoccupati, in quanto temono che i fondi per Erasmus possano non essere sufficienti per il 2013 – come già avvenuto quest’anno – se gli Stati membri attueranno i forti tagli previsti nel progetto di bilancio 2013, presentato lo scorso aprile. Per evitare ulteriori carenze di fondi, i deputati hanno votato contro i tagli decisi dal Consiglio, per riportare il bilancio 2013 nuovamente in linea con le proposte della Commissione.
Lo scorso anno, il Consiglio ha firmato una dichiarazione con la quale si impegnava a rendere prontamente disponibili ulteriori risorse, se necessarie nel corso dell’anno. Gli emendamenti al bilancio per il 2012 e il 2013 saranno discussi venerdì, durante il primo incontro di conciliazione sul bilancio 2013.

dal sito del Parlamento europeo

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